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Parla lo scultore della croce di Notre-Dame: «Ha fatto quel che doveva, resistere al fuoco»

AFP
La croce di Marc Couturier, rimasta intatta tra le fiamme dell'incendio del 15 aprile 2019.
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Svettante in mezzo alle macerie, incredibilmente luminosa… all’indomani dell’incendio, tutto il mondo ha scoperto la croce gloriosa del coro di Notre-Dame de Paris. Sui social lo scatto è stato condiviso milioni di volte, come un simbolo di Speranza rimasto intatto malgrado i danni delle fiamme. «L’arte è sopravvissuta al fuoco», ha dichiarato ad Aleteia lo scultore.

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È in fondo al coro, proprio dietro l’altare maggiore e la Pietà, maestoso gruppo scultoreo di Nicolas Coustou risalente al 1723, che La Croix et la Gloire dello scultore Marc Couturier si staglia. Essa è armoniosamente inquadrata in un arco. Gli angeli vegliano da ogni lato, non lontano dalle statue dei due re genuflessi – Luigi XIV a sinistra, scolpito da Coysevox, Luigi XIII a destra, scolpito da Guillaume Coustou – entrambe del 1715.

Realizzata nel 1994 dallo scultore Marc Couturier, la croce gloriosa di Notre-Dame de Paris è miracolosamente sfuggita alle fiamme dell’incendio della cattedrale. All’indomani di quest’ultimo, internauti credenti e non credenti, sconvolti o comunque impressionati, hanno condiviso l’immagine aurea del coro della cattedrale, rimasta intatta al di sopra delle travi ancora fumanti…

«La fede va al di là delle pietre»

Innumerevoli commenti hanno detto la forza del simbolo di questa croce luminosa, scintillante in fondo alla navata distrutta e sfigurata: «La fede va oltre le pietre», «Risplende nel caos», «Un segno forte della nostra fede», «Nella prova, la croce di Cristo è vittoriosa»… Numerosi anche quanti condividono la foto senza alcun commento, perché – come scriveva in un suo tweet il reverendo Grosjean – «questa foto vale tutte le omelie [del mondo]».

«La croce ha fatto quello che doveva fare. Resistere al fuoco»

Per numerosi intenditori, questa croce sarebbe una delle opere più riuscite dell’arte sacra contemporanea. Ricoperta in foglia d’oro, è stata realizzata in legno ignifugo (l’obeche, anche noto come “samba”, molto resistente a calore e umidità). Il suo autore è lo scultore borgognone Marc Couturier. Contattato da Aleteia, si è rallegrato del fatto che la croce fosse sopravvissuta ai danni dell’incendio.

L’organo maggiore, le sculture, le vetrate, che sono la fusione di luce e colore… L’arte è sopravvissuta al fuoco. Non ero troppo preoccupato perché sapevo che era protetta dall’architettura: la volta e i pilastri che costituiscono il coro sono molto solidi, come tutto il triforium. Certo, se la navata principale fosse crollata sarebbe stato tutto molto più difficile. In fondo la croce ha fatto quel che doveva fare: resistere al fuoco e iscriversi nella storia.

E tuttavia l’artista non pensava che risplendesse a tal punto:

È misterioso, una cosa strana perché non era illuminata… quella luce che promana dalla croce è stupefacente. Ha compiuto il suo dovere: risplendere nella notte e nel caos.

LUSTIGER
Philippe Lissac / Godong / Photononstop / AFP

Per i più giovani, quella croce sembra essere lì da decenni. Eppure la sua installazione è recente, frutto della volontà dell’ex arcivescovo di Parigi, il cardinale Lustiger. Dopo la scomparsa della croce del XIX secolo nel corso dei lavori condotti da Viollet-le-Duc, nel coro di Notre-Dame non ce n’era più una. «Mons. Lustiger si è battuto per avere questa croce – ci racconta Marc Couturier –: ci teneva ad avere un’opera contemporanea». L’artista è stato scelto tra quattro candidati nel contesto di un concorso indetto dalla diocesi di Parigi, in partenariato col comando pubblico dello Stato: «Non è stato facile per mons. Lustiger iniziare il concorso, c’erano avversità. Nessuno voleva una croce contemporanea», rivela l’autore:

E adesso, quando la guardo così luminosa, penso molto a lui, alla sua determinazione. Questa croce è anche opera sua.
Notre-Dame de Paris? Per qualche tempo ci ho vissuto di notte. Ho un legame particolare con quel posto… ridonda di fatti misteriosi, e questo per lei è naturale. Ci passammo ore ad elaborare la struttura dell’opera. Abbiamo usato dei bozzetti a grandezza naturale che potevamo installare solo di notte, quando i visitatori erano assenti. Alle volte l’organista veniva alle due di notte e suonava con una forza impressionante… cose mistiche!

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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