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Un nuovo sito web offre immagini ravvicinate della Sindone di Torino

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ShroudPhotos.com riunisce le immagini scientifiche di Vernon Miller che ritraggono la tanto dibattuta reliquia

Un oggetto venerato della storia cristiana è avvolto nel mistero da secoli, ma un nuovo sito web ha suscitato la speranza che più gente al mondo, ricercatori inclusi, riesca a ottenerne una conoscenza migliore.

Stiamo parlando della Sindone di Torino, che molti ritengono il sudario che avvolse il corpo di Cristo. Custodito nel Duomo di Torino dal XVI secolo, affascina da secoli pur essendo anche oggetto di controversie.

Nel 1978, il fotografo scientifico Vernon Miller faceva parte dello Shroud of Turin Research Project, che ha trascorso più di 100 ore conducendo test sul sudario. Miller ha provato a migliorare le immagini precedenti del lungo telo rettangolare. Le sue foto sono state ora digitalizzate e pubblicate su ShroudPhotos. Viste online, possono essere ingrandite per osservare meglio i dettagli – ad esempio, la trama del tessuto.

La Catholic News Agency ha riferito che dal 1977 al 1981 un team di medici, chimici, patologi e ingegneri di università e laboratori governativi statunitensi ha condotto lo Shroud of Turin Research Project, che ha concluso che “l’immagine della Sindone è quella di una forma umana reale di un uomo flagellato e crocifisso. Non è il prodotto di un artista. Le macchie di sangue sono composte da emoglobina, e danno anche risultati positivi al test per la sieroalbumina. L’immagine è tuttora un mistero, e finché non verranno svolti ulteriori studi chimici, forse da parte di questo gruppo di scienziati o magari da altri in futuro, il problema rimarrà senza soluzione”.

Il resoconto finale del progetto ha aggiunto che sulle fibre del telo non sono stati trovati “pigmenti, pitture, coloranti o macchie”, aggiungendo che “è chiaro che c’è stato un diretto contatto della Sindone con un corpo, il che spiega certi elementi come i segni della flagellazione e il sangue. Se questo tipo di contatto può spiegare alcuni aspetti del torso, è del tutto incapace di spiegare l’immagine del volto con l’alta risoluzione, ampiamente dimostrata dalla fotografia”.

“C’è consenso scientifico sul fatto che l’immagine è stata prodotta da qualcosa che ha portato a ossidazione, disidratazione e coniugazione della struttura di polisaccaridi delle microfibrille del tessuto. Questi cambiamenti possono essere duplicati in laboratorio mediante certi processi chimici e fisici. Una modifica simile nel tessuto può essere ottenuta da acido solforico o calore. Ad ogni modo, non esistono metodi chimici o fisici noti che possano spiegare la totalità dell’immagine,né alcuna combinazione di circostanze fisiche, chimiche, biologiche o mediche che possa spiegare adeguatamente l’immagine”.

Il sito web offre un rapido tour di 21 fotografie di Miller, accompagnate da informazioni di base per aiutare chi non ha familiarità con la Sindone a comprendere meglio le tracce di sangue e le immagini sul telo. Un tour approfondito classifica le fotografie per colore, dimensioni e contenuto dell’immagine.

“L’immagine sorprendente dell’Uomo della Sindone ci dice molto più quello che è stato scritto qui; esprime la sua storia visiva unica”, affermano i creatori del sito web e studiosi della Sindone Tom D’Muhala e Gilbert R. Lavoie, M.D. “Perfino dopo 40 anni (1978-2018) di studi scientifici, medici, forensi e scritturali, le fotografie ci spingono a cercare di capire di più”.

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