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Come celebravano gli ultimi giorni della Settimana Santa i primi cristiani?

Philip Kosloski - pubblicato il 17/04/19

Il Triduo Sacro è cambiato ben poco nel corso dei secoli

Gli ultimi tre giorni della Settimana Santa, il Triduo Sacro, rappresentano i giorni più santi dell’intero calendario liturgico. Sono quelli che prevedono le liturgie più elaborate della Chiesa cattolica, e commemorano gli eventi più sacri della vita di Gesù Cristo.

Non dovrebbe sorprendere che a questi giorni sia stata data grande solennità fin dagli inizi del cristianesimo. I primi cristiani cercavano di ricordare gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù concentrandosi sulla sua Passione, morte e resurrezione.

Giovedì Santo

Il primo giorno del Triduo è il Giovedì Santo, giorno in cui la Chiesa commemora l’Ultima Cena di Gesù e dei suoi apostoli. Inizialmente veniva usato come preparazione al Venerdì Santo e alle celebrazioni pasquali. Era considerato un giorno per riconciliare i pubblici penitenti e compiere un esame finale di quanti sarebbero stati battezzati nella Veglia di Pasqua.

Nel corso del tempo, questo ha portato alla creazione di tre Messe distinte per il Giovedì Santo: una serviva per accogliere nel gregge i pubblici penitenti che trascorrevano la Quaresima a fare riparazione per i loro peccati, un’altra era la Messa per la benedizione degli olii sacri e la terza ricordava l’Ultima Cena.

Chi viveva a Gerusalemme poteva celebrare questo giorno in un modo speciale, ripercorrendo letteralmente i passi di Gesù. Secondo la Catholic Encyclopedia, “il Giovedì la liturgia veniva celebrata nel tardo pomeriggio, e tutti si comunicavano. La gente si recava poi sul Monte degli Ulivi per commemorare con letture e inni appropriati l’agonia di Cristo nel giardino e il suo arresto, tornando in città solo all’alba del venerdì”.

Venerdì Santo

La liturgia del Venerdì Santo è sempre stata concentrata sul fatto di rivivere la Passione di Gesù. I cristiani a Gerusalemme iniziavano la giornata recitando i passi del Vangelo relativi alla condanna di Gesù, e poi facevano una pausa tornando nel primo pomeriggio per recitare i brani relativi alla morte di Cristo.

Si svolgeva la venerazione della vera croce di Gesù Cristo, che sopravvive ancora oggi nella liturgia del Venerdì Santo.

Dopo le liturgie del Venerdì Santo, molti rimanevano in chiesa e digiunavano fino alle celebrazioni festive della notte del sabato.

Sabato Santo

Inizialmente il Sabato Santo era una giornata di silenzio e preghiera. Non veniva celebrata alcuna liturgia particolare, e la Chiesa si concentrava sulla discesa di Gesù agli inferi. Fin dall’inizio la Chiesa ha celebrato una veglia pasquale, che iniziava nella tarda serata e proseguiva con la celebrazione della Messa all’alba della Domenica di Pasqua.

Si svolgeva una liturgia della luce, ricordando Gesù “luce del mondo”, venuto a dissipare l’oscurità del peccato e della morte.

Un elemento tipico di questa liturgia erano anche i Battesimi, insieme alla benedizione del fonte battesimale.

È interessante notare che la liturgia che la Chiesa cattolica celebra attualmente il Sabato Santo è molto simile, se non quasi identica, a quella dei primi cristiani.

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