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Qual è il primo colpo doloroso della Passione di Gesù?

CHRISTY PANTOCRATOR

Dianelos Georgoudis | CC BY-SA 3.0

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 16/04/19

Il tradimento di Giuda, quella ferita fatta in una relazione di amicizia e di amore. Ma visto che tutti siamo chiamati a vivere l'intimità con Cristo, compreso Giuda, fu proprio lui l'ultimo a baciarlo.

Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di’, chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone. E allora, dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli disse: «Quello che devi fare fallo al più presto». Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo; alcuni infatti pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Preso il boccone, egli subito uscì. Ed era notte.
Quand’egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. (Gv 13,21-33)

“Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse”. La questione del tradimento non è una faccenda indolore per Gesù. Quella ferita fatta in una relazione di amicizia e di amore è il primo colpo di sofferenza di tutta la Passione. Ma è troppo facile dire che il traditore è Giuda. Dovremmo avere il coraggio di guardarci tutti negli occhi, come fecero i discepoli, e domandarci se per caso non sta parlando di noi. “Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di’, chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?»”. È così che abbiamo immortalato nei secoli l’apostolo Giovanni, con la testa poggiata sul petto di Gesù. Delle volte quando sono solo a pregare mi avvicino al tabernacolo e poggio la mia faccia su di esso. Sento il freddo del legno e del metallo e penso a quanto sia stato fortunato Giovanni nel sentire battere il cuore di Gesù. Ma anche noi siamo chiamati a un’intimità così, che non è quella solo dei facili sentimenti e sensazioni. È l’intimità di chi sa che Gesù troverà milioni di modi per farci entrare in intimità con Lui. Ed è così che nei momenti più impensabili, Lui si farà presente con la stessa forza con cui si concesse a Giovanni quella notte. Una volta un ragazzo mi disse: “è possibile che io mi senta unito totalmente a Lui inaspettatamente e nei posti più svariati?”. Gli ho chiesto il perché e lui mi ha risposto: “perché mi è capitato per strada, in metro, tra i banchi, nel supermercato, in aereo, a mensa, tra amici, da solo. Quando meno lo aspettavo Lui si è fatto presente con una immensa intimità”. Si, è possibile. Ma decide Lui quando, dove e come. Di certo però tutti siamo chiamati alla stessa predilezione che aveva con Giovanni. Tutti, anche Giuda. Infatti fu l’ultimo a baciarlo. (Gv 13,21-33)

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