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Gesù vince i suoi oppositori anche sulla croce

© Wikimedia commons

Duccio di Buoninsegna, Cristo davanti a Pilato, 1308-1311, Museo dell'Opera del Duomo, Siena

Tom Hoopes - pubblicato il 11/04/19

Nel frattempo Gesù, pur se picchiato e condotto a morte, trascorre i suoi ultimi momenti sulla Terra insegnando agli apostoli, guarendo il servo del sommo sacerdote ferito da Pietro, insegnando alle donne di Gerusalemme, perdonando i suoi assassini, consolando il ladrone crocifisso con lui e perfino convertendo un centurione. Gesù mostra la sua grandezza mentre i leader della storia si coprono di vergogna.

Gesù sopporta schiaffi, sputi, derisione e umiliazione a livello intellettuale ed emotivo. Viene tradito dai suoi amici, battuto con argomentazioni ingiuste modellate dal Sinedrio e da Pilato e poi liquidato da Erode, ma nonostante tutto chi lo attacca fa una figura ben peggiore.

Gesù mostra di essere un uomo migliore del Consiglio, rifiutando di stare al gioco dei suoi membri, che vogliono sapere se afferma di essere il Cristo, non se lo sia. Gesù spiega il loro atteggiamento: “Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete”. Sono completamente chiusi.

Mostra di essere un uomo migliore di Erode bloccando subito le sue domande. Erode ha fatto indossare a Gesù un costume derisorio, ma è lui a sembrare ridicolo, non Gesù.

Mostra di essere un uomo migliore di Pilato, che decide che Gesù è “non colpevole” ma lo fa comunque flagellare e alla fine crocifiggere perché non può opporsi alla folla.

Gesù è il padrone della situazione che riesce a rimanere fedele ai suoi propositi nonostante la grande crudeltà. Pilato è talmente pilotato dalla situazione da non riuscire a opporsi neanche ai suoi sottomessi.

Cos’ha Gesù che gli altri non hanno?

Lo spiega bene San Paolo: “Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce”.

Gesù aveva umiltà e obbedienza. Sono queste le virtù fondamentali della storia della salvezza. Adamo ed Eva sono caduti perché erano orgogliosi e testardi; Noè è sopravvissuto perché era umile e obbediente. Abramo ha mostrato la sua umiltà e la sua obbedienza con Isacco; Mosè ha mostrato al faraone e poi agli israeliti le conseguenze del rifiuto arrogante della volontà di Dio.

La lezione che Cristo vuole che ciascuno di noi impari è che per noi non c’è futuro senza umiltà e obbedienza.

Non siamo abbastanza grandi da affrontare il mondo alle nostre condizioni, e se lo facciamo siamo destinati al fallimento. Dio ha creato il mondo, e noi possiamo avere successo solo seguendo le Sue regole. Se Gli obbediamo prospereremo – anche se ci porterà a una croce.

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crocegesù cristovittoria
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