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10 suggerimenti di Papa Francesco per la partecipazione dei cristiani in politica

POPE AUDIENCE
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Il cristiano apre processi di speranza, di guarigione, e non occupa spazi di potere

“La paura è l’origine della schiavitù e anche l’origine di ogni dittatura: sulla paura del popolo cresce la violenza dei dittatori”
Papa Francesco, omelia, 15 febbraio 2019.

La gestione politica inefficiente alimenta la stanchezza della gente, che la vede traboccare corruzione, avarizia e ingiustizia sociale. Un male che si nutre della paura della diversità, dell’esaurimento fisico e morale, di disagio e impotenza, e in definitiva dell’esclusione dei più deboli e vulnerabili, condannati a rimanere in silenzio durante il processo decisionale.

Bisogna lavorare per una nuova primavera della politica per uscire dall’insoddisfazione, dal fallimento che promuove la corruzione. Su un piano spirituale e concreto, va ricordato che “la stanchezza è selettiva: sempre ci fa vedere il brutto del momento che stiamo vivendo e dimenticare le cose buone che abbiamo ricevuto” (Messa nella cappella della Casa Santa Marta, 9 aprile 2019).

Francesco ripone la sua speranza nei giovani, nei poveri, organizzati in movimenti popolari, e nelle donne per costruire un mondo più equo e solidale.

Dieci consigli per Papa per capire la politica e parteciparvi:

1. Anche la politica è carità

Di fronte a un mondo pieno di violenza ed egoismo, il Papa invita i giovani a non “chiudersi in piccoli gruppi”, “dimenticando che la vocazione laicale è prima di tutto la carità nella famiglia e la carità sociale o politica” (Esortazione Apostolica Christus Vivit, n. 168).

2. Fare la carità senza cercare propaganda

La politica “è una delle forme più preziose della carità”, perché cerca il bene comune e illumina i “rapporti sociali, economici, politici” (Evangelii Gaudium, n. 205), oltre a superare il proselitismo e la propaganda.

3. Lievito della politica

I cattolici devono essere il “lievito delle beatitudini e dell’amore fraterno” in ogni società e “suscitare cambiamento, stupore e compassione” (incontro con i religiosi nella cattedrale di Rabat, 31 marzo 2019).

Devono quindi essere lievito di valori soprattutto nell’ambito della cultura e della politica, per poter così rinnovare l’entusiasmo del popolo attraverso la dedizione a cause disinteressate e che tocchino la vita dei membri della comunità.

4. Sporcarsi le mani

“Oggi ci vogliono profeti di speranza, profeti di santità, che non abbiano paura di sporcarsi le mani” (udienza alla Fondazione Giorgio La Pira, 23 novembre 2018).

È un invito affinché uomini e donne cerchino il dialogo in politica, alla maniera di Gesù, “con un amore fervente e disinteressato, senza calcoli limiti, rispettando la libertà delle persone”.

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