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Kentucky: i medici abortisti dovranno mostrare alle mamme le ecografie dei loro bambini

MAN,ULTRASOUND
Shutterstock
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Un tribunale inferiore aveva annullato la legge, che richiedeva anche di far sentire il cuore del bambino a una donna che stava pensando all'aborto

Una corte d’appello federale ha sostenuto una legge del Kentucky (Stati Uniti) che richiede che i medici che effettuano l’aborto mostrino alle donne le ecografie dei loro bambini, descrivano le immagini e facciano sentire il suono del cuore del piccolo, ha riferito la Catholic News Agency.

La legge, intitolata Ultrasound Informed Consent Act, è stata approvata nel 2017, ma un tribunale distrettuale ha ritenuto che violasse il Primo Emendamento della Costituzione.

La Corte d’Appello Statunitense per il Sesto Circuito ha stroncato quella decisione, ritenendo che il disegno di legge “offra informazioni veritiere e non fuorvianti volte a informare una paziente sulla sua decisione di abortire la vita non nata”, e che condividere queste informazioni con i pazienti faccia “parte della ragionevole regolamentazione statale della pratica medica”.

“Che queste informazioni possano persuadere le donne a cambiare idea non rende il provvedimento sospetto in base al Primo Emendamento. Significa solo che è pertinente al loro decision-making”, sostiene l’opinione prevalente.

In una dichiarazione del 4 aprile, i vescovi cattolici del Kentucky hanno lodato questa decisione.

“Considerando l’effetto devastante che l’aborto ha sia sul bambino non nato che spesso anche sulla madre che in seguito si pente di aver abortito, è di fondamentale importanza che le donne abbiano a disposizione tutte le informazioni di cui hanno bisogno per prendere una decisione più informata possibile”, hanno dichiarato.

“Il provvedimento in questione è stato approvato per assicurare che le donne abbiano accesso a informazioni imparziali e medicalmente corrette sulle procedure abortive e sul bambino non nato nell’utero materno prima di prendere la decisione irreversibile di abortire. La corte ha sostenuto che è un interesse legittimo del Commonwealth e che un medico non ha il diritto di non offrire queste informazioni”.

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