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USA: la catena cristiana di ristoranti avversata perché anti LGBTQ

CHICK-FIL-A

ccPixs.com-(CC BY 2.0)

Jaime Septién - pubblicato il 06/04/19 - aggiornato il 06/04/19

Non è la prima volta e non sarà neanche l’ultima che le autorità municipali di qualche città statunitense impediscono alla catena di panini al pollo Chick-fil-A di stabilirsi in un aeroporto o in un luogo pubblico.

Qual è il motivo? In genere si dice che la catena cristiana discrimini la comunità LGBTQ o che faccia donazioni a gruppi la cui agenda è discriminatoria nei suoi confronti.

In altre occasioni si adduce il fatto che chiude la domenica perché gli impiegati possano andare a Messa, o che difende il matrimonio tradizionale, che finanzia l’Esercito della Salvezza o gli atleti cristiani, o anche tutte queste cose insieme.

Chick-fil-A nega le accuse di discriminazione

La catena, fondata nel maggio 1946 da S. Truett Cathy e la cui sede si trova ad Atlanta (Georgia), è nota come “La casa del sandwich di pollo originale”.

Attualmente opera soprattutto negli Stati Uniti, e nel 2108 le sue entrate hanno raggiunto i 10.000 milioni di dollari.

Per la seconda volta in due settimane, però, la catena non ha potuto aprire un nuovo ristorante in un aeroporto.

Prima è accaduto con l’Aeroporto Internazionale di San Antonio, che ha impedito l’apertura di un Chick-fil-A nella sua area dedicata alla gastronomia, e questa settimana è stata annunciata la stessa decisione da parte delle autorità dell’Aeroporto Internazionale di Buffalo-Niagara (New York).

Dopo questi incidenti, la catena ha diffuso una dichiarazione dicendo di non avere un’agenda politica sociale e di non discriminare alcun gruppo.

“Più di 145.000 persone di diverse origini e convinzioni rappresentano la marca Chick-fil-A. Abbracciamo tutti, indipendentemente da religione, razza, genere, etnia, orientamento sessuale o identità di genere”.

Sono i funzionari a definire i “valori”?

In alcune dichiarazioni recenti sul rifiuto dell’Aeroporto Internazionale di San Antonio, l’arcivescovo di questa giurisdizione texana, Gustavo García-Siller, ha dichiarato che dovrebbe essere il mercato e non i funzionari a decidere se un’impresa può aprire un punto vendita in un luogo in particolare.

“In questa circostanza è meglio che i funzionari non restringano il diritto di una catena di ristoranti di fare affari”, ha affermato l’arcivescovo. “Lasciate che sia il mercato a decidere, e i consumatori selezioneranno quali imprese sostenere o non sostenere con i loro dollari, come fanno sempre”.

Secondo il presule, i commenti a favore del rifiuto perché San Antonio è “una città compassionevole” dovrebbero essere in senso contrario: “San Antonio è davvero una città compassionevole che si unisce sempre nel rispetto reciproco, soprattutto nei momenti difficili, riconoscendo la dignità concessa da Dio a ogni individuo. È questo che costituisce una famiglia”.

“Ci sono stati anche commenti sul fatto che Chick-fil-A è stata respinta dall’aeroporto perché i suoi ristoranti non sono aperti la domenica”, ha proseguito l’arcivescovo.

“Molte persone, però, ammirano la compagnia perché chiude a domenica e dice di aver assunto questa posizione per offrire agli impiegati una giornata per riposare con le famiglie e adorare se lo desiderano”.

Il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, ha affermato che stava indagando sull’accaduto a San Antonio per possibili violazioni del Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, che difende il diritto alla libertà religiosa.

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libertà religiosastati uniti
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