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Ella ha scritto una lettera alla mamma in Paradiso, le è arrivata una risposta!

ELLA, LENNON, PARADISE
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Piccoli eroi del quotidiano: un anonimo inserviente delle poste ha trovato il tempo di fare la sorpresa più gradita e inaspettata a questa bambina.

Ella Lennon ha 4 anni, vive in Inghilterra e quattro mesi fa, esattamente l’8 Dicembre, ha perso la mamma che è morta dopo aver lottato per anni con un tumore al cervello.

Non solo il trauma della morte, ma anche i pochi anni di vita precedenti devono essere stati difficili per lei: sua madre Jennifer ha subito tre interventi alla testa, cicli di radio e chemioterapia; si può solo immaginare che grumo di sofferenza gravi su una bambina così piccola che ha visto la persona più cara farsi sempre più fragile e poi spegnersi. Il legame tra madre e figlia si è interrotto bruscamente, ma non è finito. La distanza di una presenza e la memoria di lei saranno ferite su cui la bimba piangerà e che, mi auguro, saprà curare nel corso della vita.

Con ricevuta di ritorno

In occasione della prima festa della Mamma senza la sua mamma, Ella le ha scritto una lettera e l’ha spedita apponendo come indirizzo “primo cancello degli Angeli, tra le nuvole”: le ha mandato una cartolina in Paradiso con un disegno ironico e la scritta “sei una su un Minion, mamma”, che parafrasa il detto “sei una su un milione”.

ELLA, LENNON, MINION
Linda Ross | Twitter

Appena 48 ore dopo, inaspettatamente, è arrivata una lettera di risposta, vergata a mano con una grafia curatissima. La mamma ha risposto dal Paradiso; ovvero: un anonimo impiegato delle Poste inglesi si è preso il tempo di prendere sul serio quel messaggio, ha risposto immedesimandosi nella voce di Jennifer dal cielo e ha regalato ad Ella un abbraccio, un segno d’affetto, una chiara intenzione di alimentare la speranza. E non solo la speranza di Ella, ma forse anche la sua e la nostra: il dialogo tra la terra e il cielo non è una suggestione o una magia da spiritisti, è il nesso di unità tra la parte terrena della nostra vita e il destino eterno che ci attende.

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Linda Ross | Twitter

Alla mia bellissima Ella,

grazie per la cartolina speciale che mi hai mandato per la festa della Mamma. Anche tu sei una su un Minion per me e ti amo tantissimo. Ti amo un milione, un miliardo, un trilione ecco quanto! Sei una ragazza intelligente e speciale che sta crescendo, ne sono molto orgogliosa; anche se sono in Paradiso ti guardo dall’alto ogni giorno. Tanti abbracci e baci, mamma.

L’epilogo di questa piccola storia di provincia è un sorriso. Dopo lo stupore di aver ricevuto in così breve tempo una risposta …inattesa, peraltro… la famiglia ha consegnato la lettera a Ella. E’ il papà a raccontare cosa è successo:

Ha sollevato lo sguardo dal foglio col sorriso più grande che abbia mai visto. (da The Sun)

Il Cielo alla porta

Una risposta anonima e scritta a mano, è quasi un reperto archeologico di questi tempi. Ci sono tanti piccoli-grandi elementi simbolici in questa storia, ma l’idea di una risposta che ha richiesto il tempo di essere vergata a mano e che non mette in luce il mittente va proprio controcorrente. Si scrive per emoticons ed abbreviazioni, ormai; a mano, poi, quasi mai. Chiunque sia il postino o postina che ha pensato di rispondere a Ella ha scelto di perdere del tempo per farlo; ha tralasciato gli impegni del proprio lavoro, ha curato la grafia e scelto una carta e una busta, ha corredato di disegni il tutto.

Siamo molto gelosi del nostro – poco – tempo; impegnarlo per cose che non siano strettamente utili, vantaggiose, necessarie equivale a perderlo. Frequentiamo di rado la gioia del servo inutile, che perde il suo tempo per donarlo a un’opera più grande del suo misero interesse.

Restare anonimi? Quando c’è in ballo un complimento? E’ una strana, ma entusiasmante, proposta per noi che spesso sentiamo sotto le dita il prurito di metterci in mostra scrivendo commenti piccati sui social.  Non ci sarebbe davvero motivo di restare anonimi quando si fa un bel gesto, a meno che quel gesto non ci stia a cuore più del nostro Ego. Così tutta la Creazione che abbiamo attorno è una lettera che nostro Padre ha scritto senza firmare apertamente. Perché il punto non è la gloria di chi fa, ma essere parte di un progetto di cui condividiamo il senso.

Adorati luoghi comuni

Quante battute sarcastiche sulle Poste e sui postini, tempo perso e lettere smarrite. Quanti scrittori hanno tirato fuori dal cassetto l’immagine del postino per descrivere il grigiore del quotidiano, la vita monotona, il volto alienante della burocrazia. Un grande film di avventura non potrebbe mai svolgersi in un ufficio postale. Davvero?

Cose ben più clamorose degli effetti speciali di Hollywood accadono ogni giorno proprio all’ufficio postale: pagare le bollette, spedire un reclamo, ricaricare il telefono, sono le gesta eroiche di chi è veramente vivo. Stare in coda, discutere con uno sconosciuto, compilare moduli sono momenti insignificanti (lo pensiamo, almeno), ma sono i momenti più semplici in cui diciamo il nostro sì alla vita, in mezzo al putiferio del mondo, ai ritardi e a tu per tu con il meglio e il peggio della gente. La lettera di risposta ad Ella è nata in un ufficio postale grigio e monotono, che evidentemente così grigio e monotono non è.

Sarebbe, in fondo, alquanto desolante e deprimente se le nostri migliori idee o le nostre migliori iniziative nascessero solo in posti e giorni speciali, con la scenografia giusta e il profilo migliore.

La nostra vera speranza è nei cantucci triviali, cioè ogni momento. In un qualunque faticoso lunedì possiamo incrociare una voce da ascoltare, anche sconosciuta, che ci richiama al vero: il cielo è in una stanza, qui e ora le grandi battaglie del mondo si manifestano sui volti delle persone comuni. Qui e ora posso decidere se la mia vita è solo un monologo a testa bassa o l’ipotesi di un ascolto che mi rilancia a essere protagonista dei gesti più semplici che faccio, e che sono scalini della nostra salita ininterrotta al Cielo.

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