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Zarish Neno, «ultima ad imbarcare». Cosa significa uscire dal Pakistan per una cristiana

ZARISH NENO

Zarish Neno

Zarish Neno - pubblicato il 04/04/19

Forse noi cristiani occidentali, che pure viviamo altre forme di limitazione e di vessazione, non ci rendiamo conto di cosa significhi non avere certe libertà ed essere perseguitati, minacciati e offesi per la propria fede in Cristo Gesù. Ecco il racconto della drammatica partenza per l'Italia di Zarish dalla sua amata e tormentata terra, il Pakistan.

Dopo aver riflettuto molto, ho deciso di condividere con voi quello che ho dovuto affrontare all’aeroporto in Pakistan il giorno in cui dovevo partire per l’Italia.

Questa carta d’imbarco che vedete è il premio che ho ricevuto per essere una cristiana.


ZARISH NENO

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Lasciate che cominci dall’inizio.

Ero all’aeroporto di Lahore. Dopo aver salutato la mia famiglia, sono andata verso il banco di Emirates (compagnia aerea di banidera degli Emirati Arabi Ndr) per il check-in. Le persone che stavano lavorando lì quel giorno, osservando il crocifisso che indossavo e che ancora oggi indosso, cominciò a guardarmi con disprezzo. Stavo pregando nel mio cuore che tutto andasse bene. Era già stato un incubo ottenere il visto e volevo solo un po’ di serenità. E quello che successe dopo fu oltre la mia peggiore immaginazione.

CROCIFISSO AL COLLO DI ZARISH NENO
Zarish Neno


CROCIFISSO AL COLLO DI ZARISH NENO

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Sono stata fermata al banco dell’immigrazione.

Mi hanno fatto molte domande: “Dove stai andando? Perché stai andando? Perché vuoi andare?” eccetera.

L’ufficiale dell’immigrazione mi dice che non capisce i miei documenti poiché sono tutti in italiano. Allora, mi porta da un altro ufficiale dell’immigrazione con maggiore autorità. Parlavano tra loro e poi uno di loro si avvicinò a me e disse:

Non possiamo permetterti di andare. Torna a casa e torna dopo qualche giorno.

Questo mi ha lasciato in uno shock. Tutti i miei documenti erano corretti e mi è stato dato un visto autentico dall’Ambasciata italiana per partire. Poiché che cosa cambierà se tornerò tra qualche giorno? Allora non riuscivo a capire perché. Perché non mi davano permesso di andare?

Quando glielo l’ho chiesto, mi risponde:

non possiamo capire i tuoi documenti italiani.

Ero in lacrime e quest’uomo mi dice:

Perché piangi? Smettila di piangere. Torna dopo un paio di giorni.

E ho risposto:

Perché non dovrei piangere? Mi state mettendo in una situazione disperata e mi state dicendo di non piangere. Se non volo oggi, perdo il mio biglietto. Dovrò comprare un nuovo biglietto. Avete una idea di quanto sia difficile risparmiare soldi?

Indica verso la fine della sala e dice:

Vai lì e aspetta. Vediamo cosa possiamo fare.

Come un criminale, sono stata costretta a stare in un angolo della sala, aspettando disperatamente di imbarcarmi sull’aereo.

In lacrime faccio una telefonata a mio padre e gli dico cosa stava succedendo.

Mio padre che non riesce a vedermi piangere mi dice:

Torna indietro, lasciali stare, queste persone sono inumane

Rispondo a mio padre:

No papà, non mi arrendo, prega, pregate tutti, non possiamo permettere che vincano.

Mia mamma, papà, nonna e fratelli cominciano a recitare il rosario.

Mentre aspettavo, ho visto che le persone che mi hanno fatto stare lì in un angolo, offrivano un servizio VIP alla loro stessa gente.

Miei occhi erano pieni di lacrime. Ho preso il mio telefono, apro la preghiera della Madonna che scioglie i nodi e inizio a pregare. Questa potente preghiera mi ha aiutato molto e avevo fiducia che avrebbe aiutato sciogliere anche questo nodo.




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Manca un’ora alla partenza del volo

Guardo il mio orologio e vedo che rimane solo un’ora per la partenza. Dovevo ancora passare l’immigrazione, tutti gli altri controlli di sicurezza prima di imbarcare sull’aereo.

Vado a chiedere queste persone se avessero fatto qualcosa per la mia situazione. A questo punto, uno degli uomini si gira verso di me e dice:

Sei bellissima, perché vuoi andare fuori dal Pakistan? Resta qui, lavora qui.

Mi sentivo disgustata perché sapevo che non mi stava guardando in modo giusto. Continuavo a pregare nel mio cuore, “Dio, aiutami!!”. Mi mandano di nuovo indietro. Sapevo che lo stavano facendo apposta per farmi perdere il mio volo.

Il tempo scorre. Solo 40 minuti

Ora restano 40 minuti. La mia famiglia era preoccupata. Erano ancora all’aeroporto al freddo. Ero preoccupata per mia nonna che stava pregando per me in quel freddo.

Ancora una volta mi avvicino a loro e li prego di farmi imbarcare sull’aereo. A questo punto, dicono che l’unica condizione in cui sarò permessa di partire è se compro un biglietto di ritorno (aggiungo qui che per il tipo di visto che avevo, non ero obbligata a comprare un biglietto di ritorno). Lo hanno fatto apposta per impedirmi di andare. Sapevano che alle 10 di notte non potevo comprare un biglietto e questo mi farà perdere il volo.

Volevo quasi arrendermi, ma non la mia fede. Solo 20 minuti alla partenza…

Per farla breve, con l’aiuto di una amica, compro il biglietto di ritorno. Restavano 20 minuti alla partenza. Da una parte stavo pregando nel mio cuore e dall’altra stavo affrontando tutto questo. Non posso spiegarvi il dolore che stavo attraversando.
La parte umana in me voleva che mi arrendessi e andassi a casa, ma la mia fede continuava a chiedermi di rimanere forte e di non lasciarmi andare.

Queste persone poi mi dicono:

il pagamento per il biglietto non è andato a buon fine. Ti lasceremo imbarcare a bordo ma imbarcherai all’ultimo momento e se questo pagamento non verrà effettuato, ti faremo scendere.

Ecco quando scrivono sulla mia carta d’imbarco “BOARD AT LAST” (Ultima ad imbarcare). Aggiungono poi

possiamo persino farti tornare da Dubai. Ricordalo!
CARTA IMBARCO ZARISH
Zarish Neno

Carta d'imbarco di Zarish Neno dal Pakistan per l'Italia

Dico nel mio cuore  “mi fido di Dio”.

E 5 minuti prima della partenza del volo, mi imbarco. Chiamo mio padre e comincio a piangere. Gli dico

Ce l’ho fatta!


NONNA NIPOTE PREGHIERA

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QUI IL LINK AL POST ORIGINALE DALLA PAGINA FACEBOOK DI ZARISH NENO

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