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Alce Nero, da sciamano a catechista: avremo un santo Pellerossa?

BLACK, ELK, SIOUX
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È soprattutto grazie alla testimonianza di sua figlia Lucy che abbiamo il ritratto più autentico di questo grande guaritore Sioux convertito al cattolicesimo e con una causa di beatificazione aperta.

È su questa scena di morte che negli anni ’30 lo scrittore John G. Neihardt voleva concludere il ritratto del guaritore Pellerossa nel libro Alce nero parla, facendone uno stereotipo di indiano sconfitto e tacendo completamente sulla conversione avvenuta qualche anno dopo. Ma la vita di Alce Nero rinacque proprio all’indomani Wounded Knee e ne fu portavoce la figlia Lucy, che sentì il dovere di dare al mondo l’immagine più autentica di suo padre.

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Guarda due volte

Il nome completo della figlia di Alce Nero è Lucy Look Twice, tradotto in italiano: Lucia Guarda Due Volte. E c’era bisogno del suo sguardo, di una vista migliore e più autentica. Grazie a lei abbiamo il ritratto dei quasi 50 anni di vita che Alce Nero visse da catechista cattolico. Nel libro di Maurizio Stefanini possiamo quindi conoscere per intero il volto di quest’uomo che nell’incontro coi Gesuiti diede senso compiuto al cammino di ricerca della sua vita. Le comunità cattoliche erano entrate in rapporto con gli indiani delle riserve grazie a una certa affinità di fondo tra la loro spiritualità tradizionale e il tipo di religiosità popolare di quell’Italia da cui gran parte dei missionari provenivano. Stupefacente è notare che il calendario cattolico trovasse nelle tradizioni dei nativi americani un’aderenza impressionante: ad esempio la Pasqua veniva a coincidere con il periodo della caccia al bisonte ed era occasione per organizzare sacre rappresentazioni della passione e morte del Cristo, in cui riti indiani e tradizioni cattoliche si mescolavano in modo strettissimo.

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Nel giorno di San Nicola, il 4 dicembre 1904 Alce Nero fu battezzato. Da quel giorno, la sua conversione si tradusse in un’opera di conoscenza delle Scritture approfondita e nell’educazione del popolo:

Le persone che erano state curate quando era un uomo-medicina iniziarono ad andare da lui. Gli domandavano della nuova religione a cui apparteneva e lui spiegava loro cosa significava. Molti seguirono il suo esempio ed egli li istruì nella nuova fede. Paragonava i passi delle Scritture alle cose che lo circondavano ed usava esempi presi dalla natura, facendo confronti fra contenuti della Bibbia e fiori, animali e addirittura alberi. Quando ci parlava della Creazione citava storie della Bibbia. Questo è il motivo per cui era un cattolico convinto: leggeva la Bibbia. […] I sacerdoti venivano da lui molto spesso ed egli era sempre disponibile per qualsiasi tipo di viaggio, anche nel clima più freddo. Andava con padre Lindebner, o Westropp, o padre Henry Alder e le persone venivano da loro, assistevano alla messa e facevano anche battezzare i loro piccoli. Quando qualcuno si convertiva, mio padre lo istruiva. (Ibid)

BLACK ELK
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La strada rossa, infine, fu quella in cui camminò con più gioia e più a lungo, anche se forse in modo più nascosto. La via del discernimento personale che Alce Nero ha vissuto non è poi così lontana nello spazio e nel tempo da noi.

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Accade a tutti ed è il cammino di chiamata personale che Dio fa a ciascuno, tra il nero del dramma e il rosso dell’impegno umano. Che il suo passo evangelico preferito fosse “Quale vantaggio infatti avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?” non stupisce e ce lo rende amico fedele nelle nostre giornate spesso offuscate da nebbie fitte. La Chiesa cattolica ha deciso di aprire il processo di beatificazione con una solenne dichiarazione della Conferenza episcopale degli Stati Uniti riunita a Baltimora un anno e mezzo fa, una prima tappa verso l’ipotesi di aver un amico in più in Cielo chiamato San Cervo Nero il Lakota.

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