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Ho chiamato la mia mamma 10 volte

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Un' Ave Maria dopo l'altra mi affido al suo abbraccio, non servono altre parole perché Lei mi legge nel cuore.

Ave Maria

La prima volta che ti chiamo “mamma” alzo la testa dalla scrivania, da quello che sto facendo un po’ distratta, mentre sto ancora pensando a qualcos’altro, mentre la mente è ancora un attimo da un’altra parte. E ti chiamo piano, quasi sovrappensiero.

Poi arriva la seconda

e questa volta la voce è più forte e chiara. Tu la senti anche da in fondo al corridoio e alzi la testa, tendi l’orecchio.

Alla terza

stai già lasciando perdere quello che stai facendo, una qualunque delle cose che fanno le mamme tipo pelare le patate, stirare le camicie, correre dietro a qualche altro figlio e per quando ti chiamo la quarta volta,

Ave Maria,

ti sei già pulita le mani sul grembiule e stai venendo da me. Sento quei passi veloci nel corridoio. Le mamme hanno sempre fretta, devono fare presto se un figlio chiama anche solo perché vuole un abbraccio. E poi finché non sono lì c’è sempre l’ansia del “e adesso cosa sarà successo?!”. Eccoti.

La quinta Ave Maria.

Lì, sulla porta della camera, all’ingresso del cuore che chiedi “Cosa è successo?!”. Allora mamma non restare lì sulla porta, ti chiamo ancora,

HANDS ROSARY
PIXABAY

Ave Maria,

entra nella mia stanza più segreta, vieni più vicino, così posso sentire il tuo calore e il tuo profumo, quello che mi piace tanto.

La settima volta che ti chiamo sei con la mano sulla mia spalla.

Ascolti attenta e finalmente anche io sono pronta a dirti tutto con la massima attenzione, come quando da bambina raccontavo storie inventate senza tralasciare neanche il più piccolo dettaglio. È facile, quando sei con qualcuno con cui servono poche parole, perché ti legge il cuore. Ti vedo già cercare di darmi una risposta.

Ottava Ave Maria.

Sei lì con quello sguardo dolce, ma un po’ preoccupato di chi sa esattamente cosa rispondere, ma non sa se sarà capito. Ai figli piace sempre sentirsi dire quello che vogliono loro e invece le mamme possono solo dare risposte giuste, quelle che anche se non ci piacciono o non le capiamo sono per il nostro bene. Le risposte di chi vede meglio, di chi vede oltre, di chi vuole solo il nostro bene.

Ave Maria.

Abbracciami Mamma. In un abbraccio caldo posso abbandonare la rabbia, la paura, posso abbandonarmi con fiducia e, se voglio, ridere o piangere. Perché ora la Mamma è qui. E finalmente andrà tutto bene. Sussurro ancora il tuo nome, come quando da bambina smettevo di piangere tra le tue braccia, Mamma, senza stancarmi di chiamarti ancora una volta.

Perché il tuo nome è bello, Ave Maria.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO DA MARTHA, MARY AND ME

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