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10 miracoli incredibili di San Francesco di Paola

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Secondo la biografia di uno dei suoi seguaci, il santo che camminò sulle acque ha compiuto grandi prodigi

Il fondatore dell’ordine dei Minimi, San Francesco di Paola, ha compiuto vari miracoli, eventi prodigiosi dettati dalla tradizione depositati per il processo di beatificazione del santo. Questi racconti si trovano nella maggior parte dei casi nella biografia scritta da uno dei suoi discepoli in forma anonima: Vita S. Francisci de Paula, Minimorum Ordinis Institutoris scripta ab anonymo ejusdem sancti discipulo, eique coaevo.

La risurrezione di “Martinello”

Martinello era il nome che il santo aveva dato a un agnellino a cui voleva molto bene. Durante i lavori per la costruzione della chiesa nella città di Paola, gli operai affamati lo rubarono e lo mangiarono al forno.

Quando se ne accorse, il santo chiese agli operai cosa avevano fatto della sua pelle e delle ossa, e gli dissero che li avevano gettati nel forno.

Francesco si avvicinò al forno, guardò il fuoco e chiamò Martinello, e dal forno uscì l’agnellino completamente intatto, belando allegramente al vedere il suo padrone.

FRANCESCO DI PAOLA
Facebook-Santuario San Francesco di Paola

Il forno in fiamme

Durante la costruzione del convento, all’improvviso scoppiò un grande incendio nel forno in cui i frati stavano preparando i mattoni. Gli operai cercarono inutilmente di opporsi al propagarsi del fuoco, cercando di chiudere le fessure con pietre e terra.

Non sapendo cosa fare, chiamarono il santo, che calmò tutti dicendo: “Per l’amor di Dio, figlioli, non vi affliggete, perché il forno non cadrà, intanto andate a fare colazione, che Dio rimedierà”.

Gli operai se ne andarono, e i frati videro Francesco entrare nel forno in mezzo alle fiamme. Quando uscì era illeso, sano e salvo, e il forno era come nuovo, senza alcun segno di abrasione.

La fonte della “cucchiarella”

Per continuare la costruzione del convento serviva una fonte d’acqua vicina, perché il ruscello era troppo lontano. Francesco colpì quindi una roccia con un palo, facendo sgorgare una sorgente.

Molti tiravano fuori l’acqua con dei cucchiai, da lì il nome “cucchiarella”. Si ritiene che l’acqua di questa fonte sia curativa.

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