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Il vero piacere erotico nel fidanzamento

couple, love,
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Come si fa a provare il vero piacere erotico? Cosa dirà mai la chiesa di questa roba? Siete sicuri che bisogna prima provare per poter capire se l’altro corrisponde alle tue aspettative?

Come si fa a provare il vero piacere erotico? Cosa dirà mai la Chiesa di questa roba? Siete sicuri che bisogna prima provare per poter capire se l’altro corrisponde alle tue aspettative? Cos’è che attiva quell’attrazione fatale e come si fa a provare il vero piacere sessuale?

Abbiamo l’impressione che non ci siano persone che non siano alla ricerca del piacere. Beh, in effetti, Platone direbbe subito che l’eros è proprio quella forza interiore che ognuno di noi ha verso il buono, il bello e il vero. Freud aggiungerebbe che l’erotismo è quell’impulso fondamentale che muove l’uomo verso la ricerca del piacere. Insomma fin qui tutti d’accordo, ma nella pratica che vuol dire?

Abbiamo appena finito il Tour girando tutta Italia e non solo. Alla fine di ogni corso ci viene sempre posta la domanda sul piacere erotico. La cosa che più ci sorprende è che c’è tantissima confusione su tutto quello che riguarda la sessualità soprattutto nel fidanzamento. Abbiamo incontrato tre 3 tipi di persone:

– quelle che non sanno cosa sia la castità e non ne hanno mai sentito parlare;

– quelle che ne hanno sentito parlare, ma non hanno capito realmente a cosa serve;

– quelle che usano la castità come silenzio di copertura, che hanno il corpo in stato reattivo e che quindi usano la castità per coprire una difficoltà ad entrare in intimità.

Che cos’è la castità?

Cerchiamo di capire meglio cosa sia realmente. Se dico castità a cosa pensi? Se la tua ragazza stasera ti dicesse: “Amò, voglio vivere la castità”, tu che pensi? Pensi di sicuro che da stasera si va in bianco e inizi a sbattere la testa contro i muri.
Ti annuncio una grande gioia: hai capito male! Hai confuso castità con continenza.

Ma allora che cos’è sta castità?

Nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC) , troviamo una descrizione illuminante sulla castità, cito:

La castità è dono reciproco, totale e illimitato nel tempo dell’uomo e della donna. (CCC 2337)

Questa descrizione è bellissima! Castità quindi non è semplicemente non andare a letto insieme, ma è puntare in alto nella relazione per poter vivere il vero “dono totale” di se stessi, il vero piacere sessuale (leggi fino in fondo alla pagina per capire perché).

Una cosa che è importante capire è che la virtù della castità si vive necessariamente in maniera diversa a seconda dello stato in cui si trova la persona. La cosa interessante è che la virtù della castità si vive sia nel fidanzamento, che nella vita consacrata, che nella vita da single, che nel matrimonio (!). Tuttavia la castità è vissuta in maniera profondamente diversa in questi stati. Mentre nei primi tre casi la castità si vive nella forma della continenza, nel matrimonio si vive anche attraverso il rapporto sessuale.

Nel fidanzamento

Il tempo del fidanzamento infatti è un cammino, dove la coppia prova (nel senso di mettere alla prova) se la relazione, la dinamica di coppia sia sana, porti frutto e possa rappresentare il presupposto per iniziare una vita insieme.

Quindi il fidanzamento è un tempo in cui i due partner si conoscono e verificano con strumenti umani e attraverso un discernimento spirituale (possibilmente con una guida) se i due sono innanzitutto chiamati al matrimonio, e nel caso affermativo se sono chiamati al matrimonio insieme. Il fidanzamento quindi è un cammino di discernimento sulla coppia stessa ed è naturalmente chiamato a terminare, a finire, o nel matrimonio o nel lasciarsi. Questo è chiaro ed è esplicito nelle promesse matrimoniali che iniziano dicendo: “compiuto il cammino del fidanzamento…”.

Dire che il fidanzamento è semplicemente il tempo del NO (continenza) è estremamente riduttivo. Il fidanzamento è l’anticamera del matrimonio e come in ogni cammino, va effettuato per gradi dove l’apice diventa il matrimonio e quindi il rapporto sessuale. Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che i fidanzati che vivono la castità nella continenza risultano messi alla prova per accrescere il reciproco rispetto, allenandosi alla fedeltà e alla speranza di riceversi l’un l’altro da Dio (CCC, 2350). Quindi la castità risulta strumento efficace per una maggiore comprensione di se stessi e dell’altro, uno strumento di libertà che non mente sul fatto che il fidanzamento è un tempo di prova (quindi non ci può essere dono illimitato di se stessi).

Si dice: Mi devi dare la prova d’amore (cioè venire a letto con me). Ma questa è una “boiata”. La vera prova dell’amore è dimostrare di saper tenere in massimo rispetto la libertà dell’altro. E l’unico modo per vivere questa libertà massima in totale gratuità e autenticità è quello di non avere rapporti sessuali nel tempo del fidanzamento. Questa è la posizione della Chiesa, ma è anche la nostra esperienza personale di coppia e in quella dei numerosi ragazzi, fidanzati e sposi che incontriamo ogni giorno. Tempo del fidanzamento che deve essere breve! In un paio di anni, facendo un cammino serio di discernimento e di verifica, si hanno tutti gli elementi per decidere se ci si può sposare o se ognuno deve prendere la sua strada!

Arriviamo al nocciolo.

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