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Altare vandalizzato, decisione drastica del prete: la chiesa resta chiusa

VANDALISM
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Accade in un paesino in provincia di Salerno. “Sono mesi che ogni volta che entro in chiesa, trovo l’altare sporco di cicche di sigarette ancora fumanti, bucce di banane, avanzi di cibo di ogni genere”

Scarti di cibo e indumenti sporchi abbandonati sull’altare: il parroco chiude la chiesa.

Accade a Ricigliano, in provincia di Salerno, dove il parroco del paese, l’ex avvocato Vincenzo Ruggiero, dopo l’ennesimo episodio anomalo che ha visto ignoti introdursi in chiesa e lasciare ogni tipo di oggetti insoliti, ha chiuso definitivamente le porte del luogo sacro che verranno riaperte ai fedeli soltanto durante le funzioni liturgiche quali messe giornaliere e festive, benedizioni, festività patronali e funerali.

Avanzi di cibo e indumenti sporchi

Una decisione drastica e che sta facendo molto discutere in paese, quella assunta da don Ruggiero il quale da mesi sta rinvenendo oggetti “strani” quali avanzi di cibo e indumenti sporchi abbandonati sull’altare e nella sacristia della chiesa madre.

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“Questa chiesa non è una bettola”

Da qualche mese, però, la tranquilla vita della cittadina è scossa dal rinvenimento di rifiuti abbandonati nel luogo di culto.

«È assurdo quanto sta accadendo a Ricigliano – racconta incredulo don Vincenzo – Sono mesi che ogni volta che entro in chiesa, trovo l’altare sporco di cicche di sigarette ancora fumanti, bucce di banane, avanzi di cibo di ogni genere, conchiglie di plastica contenenti la pasta, indumenti sporchi e addirittura mi è capitato anche di trovare qualche giovane in chiesa mentre fumava il sigaro con il cero pasquale acceso. Questa chiesa non è una bettola. Inizialmente pensavo che tutto questo fosse uno scherzo, poi ho scoperto che c’è qualche giovane che in chiesa trascorre buona parte del suo tempo, mangiando, fumando e bevendo come se stesse in un ristorante».

“Un dramma per la piccola comunità”

Don Vincenzo è comunque convinto della scelta effettuata: «Capisco che la chiusura della chiesa rappresenta un dramma per le piccole comunità come questa ed è per questo che comprendo anche le critiche che ho ricevuto a seguito di questa decisione, ma io non potevo fare altro, a meno che i parrocchiani non vogliano organizzarsi in gruppo e vigilare per far rimanere la chiesa aperta» (La Citta di Salerno, 30 marzo).

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