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Da Levante a Ponente, crescono i primi germogli del Monastero Wi-Fi

BAMBINA, PIANTA, LUCE
Shutterstock
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Due lettere che raccontano i primi incontri di preghiera e meditazione della parola nati dopo il primo capitolo generale del cosiddetto Monastero Wi-Fi. Un'occasione semplice e coraggiosa per nutrire la nostra vita di laici cristiani assetati di Cristo.

***

Levanto
“NEL MONDO MA NON DEL MONDO”
minuscole cellule di monastero Wi-Fi
Chi misura il successo di un’iniziativa in base ai numeri probabilmente lo potrà considerare un fallimento… ma chi gioca  nella squadra di Dio sa che non importa la quantità, che un pizzico di lievito basta per far fermentare tutta la pasta e soprattutto che… il Signore ama vincere con un piccolo esercito!
E se la giornata in S. Giovanni è stata un po’ l’esperienza del Tabor, in cui il Signore eccezionalmente chiama in disparte per manifestarsi con potenza e ricaricare le nostre esauste batterie spirituali, queste esperienze locali di monastero Wi-Fi che cominciano a fiorire un po’ dovunque e che al confronto possono sembrare insignificanti, sono invece quei giorni preziosi di quotidianità con Gesù che i Vangeli non riportano, ma nei quali i discepoli hanno costruito concretamente il loro amore e la loro fedeltà.
Con queste premesse, il primo incontro del monastero Wi-Fi a Levanto, piccolissimo paese della riviera ligure di levante, nella sua semplicità è stato un momento di vera Grazia.
Grazia per il dono di un pastore giovane che – volto della chiesa in uscita – ha accettato di condividere la preghiera, il pranzo domenicale, le chiacchiere e il tempo (anche rubato al riposo) con le sue pecore.
Grazia per i 4 confratelli che, pur conoscendo poco o niente il monastero Wi-Fi, si sono aggiunti ai 3 che avevano partecipato al Capitolo in S. Giovanni, condividendo il valore della preghiera insieme, del fare comunità per cercare il volto del Signore nelle pieghe della quotidianità.
Grazia per la cornice semplice e meravigliosa in cui si è svolto l’incontro, “monastero” sui generis con una tavolata di pietra come refettorio, un prato fiorito come sala capitolare, un cielo terso come volta, una pineta come colonnato del chiostro e una cappellina come sancta sanctorum. Grazie alla disponibilità dei frati che ci hanno messo a disposizione tutto questo.
Grazia per il pranzo all’aperto nel tepore della primavera, condiviso in fraternità tra confidenze e risate di bimbi alla rincorsa di un pallone sull’erba.
Grazia per l’Adorazione eucaristica in cappella, prezioso e raro momento di certosino silenzio, nel quale finalmente il Signore ha potuto parlare al nostro cuore senza essere sovrastato dalle voci del mondo e perfino da tante preghiere vocali che potrebbero diventare un ostacolo all’ascolto.
Grazia per la catechesi proposta, “Nel mondo ma non del mondo”, che a ben vedere è la regola aurea del monaco Wi-Fi, accompagnata dalla lettura della lettera a Diogneto  testo del II secolo che, tra le altre cose, descrive la condizione dei cristiani del tempo, ma si è rivelato profetico e incredibilmente attuale anche per noi.
Grazia per la condivisione semplice, scambio prezioso per capire che gli altri hanno le nostre stesse difficoltà, lo stesso desiderio di felicità che faticosamente e spesso a tentoni cerchiamo di saziare, ma che solo in Cristo trova il suo pieno compimento.
CRISTO CORONATO SPINE
nhauscreative via GettyImages
Grazia infine perché lo Spirito ha suggerito come proseguire il cammino, senza ripetere per adesso lo stesso schema – anche se ben riuscito – ma portando il buon seme di questa domenica in una realtà di preghiera già esistente, che magari non conoscendo neppure il monastero Wi-Fi ne condivide però il medesimo desiderio: l’assiduità “nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli, nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere”. Che poi è il desiderio di tutti coloro che appartengono a Cristo.
Allora appuntamento il 2 maggio alle 19:30 presso l’antica pieve di S. Siro a Montale, per cena condivisa, Adorazione e catechesi, insieme alla comunità parrocchiale del luogo.
Perché questo piccolo, sgangherato esercito di innamorati di Cristo possa imparare a marciare finalmente insieme verso la patria celeste.

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