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Hector Berlioz, un ateo al servizio della fede

BERLIOZ; MUSIQUE
© Pierre Petit [Public domain]
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Anche se è più noto per la sua Sinfonia Fantastica che per la sua fede, ha lasciato alcuni capolavori di musica sacra che continuano a ispirare chi ama la musica, credente o meno

Destinato alla carriera medica come suo padre, il giovane Hector Berlioz non aveva inclinazioni per la scienza e l’anatomia. Fin dalla tenera età si sentì attratto dalla musica e sognò una carriera da artista. Suo padre, però, non lo incoraggiava, e arrivò al punto di proibirgli il pianoforte.

Appassionato e testardo, il giovane Berlioz disobbedì e abbandonò la biblioteca della facoltà di Medicina per quella del conservatorio, dove si confermò la sua vocazione. Nel 1823 lasciò finalmente la medicina per iscriversi alle lezioni di composizione di Jean-François Lesueur, compositore francese e nipote del famoso pittore Eustache Lesueur.

Ateo, e tuttavia…

All’inizio la carriera di Berlioz faticò a decollare. Fallì tre volte nel concorso del Premio di Roma, scandalizzò il pubblico con la sua Sinfonia Fantastica, la cui costruzione musicale non risultò gradita a tutti, e ricevette in generale una cattiva accoglienza in Francia.

In parte per dissipare questo fatto, Berlioz iniziò a scrivere le sue memorie nel 1849. Viaggiò in tutta l’Europa, fino in Russia, riscuotendo grande successo. La sua musica si avvicinava allo stile più romantico che all’epoca trionfava in Germania.

Anche se è più noto per le sue sinfonie e le sue opere, Berlioz si fece conoscere anche nel campo della musica religiosa, cosa sorprendente considerando che mostrava senza pudore il suo anticlericalismo dichiarando però al contempo: “Non ho bisogno di dire di essere stato allevato nella fede cattolica, apostolica e romana. Questa religione splendida è stata la mia fonte di felicità per sette anni interi, e anche se abbiamo lottato per molto tempo ne ho sempre conservato un ricordo molto tenero”.

Sarà stata questa tenerezza a convincerlo ad accettare alcune commissioni per opere religiose?

La Messa Solenne

Nel 1824, il maestro della cappella della chiesa di San Rocco chiese al giovane compositore di scrivere una Messa solenne per il giorno dei Santi Innocenti, festa patronale dei chierichetti.

La presentazione, rimandata per problemi di prove, ebbe luogo il 10 luglio 1825, e il giovane Berlioz, noto per il suo rigore, approfittò di quel momento per migliorare i dettagli.

Il giorno della prima, mentre terminava l’esecuzione, il suo maestro Lesueur, orgoglioso, gli disse: “Fatti abbracciare! Non sarai medico né farmacista, ma un grande compositore. Hai genio, lo dico perché è vero”. La partitura, non pubblicata all’epoca, scomparve per molto tempo prima di essere ritrovata nel 1992 nella chiesa di San Carlo Borromeo ad Amberes, ed è stata rieseguita per la prima volta nel 1993 sotto la direzione di John Eliot Gardiner.

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