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Suor Clara Moes: in Purgatorio ci sono le anime di chi non entra in chiesa

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La religiosa del Lussemburgo, mistica, morta in odore di santità, sostiene di aver incontrato numerose anime purganti che, in vita, restavano davanti alle chiese a chiacchierare e ridere durante le messe, non omaggiando il Signore

Molto ricca di esempi di apparizioni provenienti dal Purgatorio è la biografia della venerata fondatrice del convento delle Domenicane a Limpertsberg, presso Lussemburgo, Clara Moes (nata nel 1832).

La sua biografia è stata scritta dal rettore Barthel, che fu per anni il confessore di Clara e si basò sugli appunti di lei: “In quanto a prove, sofferenze e grazie, questa vita supera di molto la misura normale. Quand’essa morì, il 24 febbraio 1895, tutti coloro che la conoscevano furono persuasi che era morta una santa. L’adempimento di molte preghiere a lei rivolte testimonia che questa persuasione ha un fondamento giusto”.

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Suor Clara disse un giorno al suo confessore: “Spesso incontro anime del Purgatorio che errano come pecorelle; altre stanno davanti alle porte delle chiese ed implorano dai passanti aiuto e compassione. Ma non di una persona ancora viva chieda questo permesso alla Bontà celeste. Ma ciò avviene molto raramente, e ben poche persone sanno per rivelazione superiore che delle anime del Purgatorio stanno davanti alle chiese! Per lo più si tratta di anime che durante la vita furono troppo lente ad entrare in chiesa, dove si celebrava la S. Messa o che la domenica si accontentavano di star fuori di chiesa durante il S. Sacrificio e passar il tempo in chiacchiere e risate. Oh, con quale raccoglimento e con quale ammirevole devozione assisterebbero di riparare alle loro colpe di trascuratezza!”.

Durante il giudizio particolare, quando videro il volto del Giudice, queste anime ebbero una conoscenza così profonda del valore e dell’utilità del mistero del S. Sacrificio della Messa, che ora darebbero tutto per potervi assistere una sola volta. Ma non possono far nulla da se stesse e sono lasciate totalmente al loro destino. Parecchie di queste anime furono condannate a soffrire la loro parte in Purgatorio di 50,60, 70 o più di 100 anni, davanti alla loro chiesa parrocchiale.

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“Non sempre – riporta la religiosa – mi è riuscito di portar sollievo a tutte le anime che incontrai davanti alla chiesa, ma solo a quelle che, quanto alla Messa, peccarono più per debolezza che per cattiveria ed abitudine. Il sollievo consiste nel fatto che, per l’amor del dolcissimo Cuore di Gesù, che è veramente presente nel tabernacolo, la misericordia divina permette loro di entrare nella casa del Signore e di godervi la pienezza della care anime del Purgatorio potei riconoscere visibilmente come la generosa benedizione di Dio si versava su di loro; mentre prima erano una vera immagine del dolore, improvvisamente avveniva in loro una trasformazione completa; ogni aspetto di sofferenza spariva ed una grazia ed amorevolezza celestiali si diffondevano sul loro volto”.

Quanto più queste anime potevano a avvicinarsi all’amato Signore nel SS. Sacramento, “tanto più evidente – conclude suor Clara – si rispecchiava sul loro volto lo stato di beatitudine: anzi molte furono talmente trasfigurate da avere un aspetto simile a quello della felicità suprema. Esse non sentivano più le sofferenze del Purgatorio ed aspettavano con infinito desiderio il momento in cui il Signore le avrebbe ammesse alla gloria eterna del Padre ed avrebbe mostrato loro, per l’eternità, il suo volto divino”.

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