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I consigli dei grandi santi per riconoscere una vera amicizia

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Che cos’è l’amicizia? Quali sono i segni di quelle sincere, che durano? Tutte domande che fin dall’antichità appassionano i filosofi. Poi, col cristianesimo, l’amicizia prende una dimensione di trascendenza e di verticalità. E allora, come riconoscere una vera amicizia? Scoprite questi preziosi consigli dei grandi santi.

L’amicizia… legame unico tra due persone. Una comunione di anime. Una stretta al cuore. Tutti la ricerchiamo. Tra quelli che cercano un’amicizia ricca di benefici e quelli che sono alla ricerca dell’anima gemella (amicale), è talvolta difficile riconoscere una vera amicizia che, al di là di un nesso sentimentale, permetta di camminare verso il bene. Per Aristotele, riconosciuto come il filosofo dell’amicizia, esistono tre tipi di relazioni amicali. L’amicizia utile anzitutto, quella che ci procura qualcosa di giovevole, e al contrario, quella che ci rende “utili” al nostro amico. Poi c’è l’amicizia di piacere, quella in cui si ama lo stare insieme e l’organizzare momenti in due per godere della reciproca compagnia. E infine l’amicizia di bene, vale a dire quando l’amicizia è basata sul rispetto e sulla reciproca ammirazione, con la condivisione di valori comuni e di visioni simili della vita e del mondo.

Leggi anche: Elogio dell’amicizia. E della sua lentezza…

Evidentemente, secondo il filosofo greco, le relazioni amicali possono evolvere. Esse possono intensificarsi o, al contrario, venire meno: l’amicizia del bene può ridurre ad amicizia di piacere. E tuttavia questo sentimento potente e inatteso insieme non sparisce mai del tutto: «Chi non è tuo amico non lo è mai stato».

Una virtù per camminare insieme verso il bene

Con il cristianesimo, l’amicizia si spinge oltre e invita all’elevazione morale che permette di camminare i due verso il bene. Per Jacqueline Kelen, scrittrice e autrice di Amitiés célestes, questo inatteso legame di «due corpi con una sola anima» è il frutto del caso, del destino e della grazia. Lo si nutre con la fiducia e la reciprocità. Ci si impegna accettando l’idea dell’aiuto reciproco, di un sostegno nei momenti belli e in quelli meno belli. Si è fedeli alla persona e alla relazione in sé. Si costruisce l’amicizia con l’onestà come chiave di volta. Quella che offre uno spazio unico perché la parola sia condivisa. «Un amico fedele è un rifugio assicurato, chi lo trova ha grande tesoro. Un amico fedele non ha prezzo, il suo valore è inestimabile», si legge nel libro del Siracide. Scoprite con Aleteia alcuni preziosi consigli di grandi santi. Vi permetteranno di riconoscere una vera amicizia.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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