Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 01 Marzo |
Beata Giovanna Maria Bonomo
home iconStile di vita
line break icon

3 consigli per non vivere schiavi della paura

Photographee.eu

María del Castillo - pubblicato il 27/03/19

Perché non sono capace di esprimere quello che provo? Perché non mi controllo?

Quando non ci si dà il permesso di provare, esprimere, fare o pensare, in genere dipende da fattori esterni alla persona – paure, esperienze dolorose precedenti, umiliazioni, paragoni, ecc. -, che provocano un blocco delle emozioni, del pensiero e/o dell’agire. “Non dico quello che provo per paura di ferirti”, “Non faccio quello che dovrei fare perché temo che mi deriderai”, “Non mi permetto di pensare questo perché deluderei gli altri”…

Immaginiamo per un momento che la mente sia un palloncino che riempiamo di esperienze positive e negative. Se lo stringessimo a metà, l’aria rimarrebbe divisa tra le due parti del palloncino. Quella più vicina all’imboccatura sarebbe l’aspetto cosciente, la parte logica e razionale, quella che ci permette di analizzare i rischi e i benefici di una situazione e di prendere le decisioni giuste. L’altra parte del palloncino sarebbe l’aspetto incosciente, il “magazzino” di esperienze che reagisce involontariamente di fronte a situazioni condizionate da fatti passati.

Due atteggiamenti possibili di fronte a queste emozioni che possono arrivare a sopraffare sono la REPRESSIONE e l’IMPULSIVITÀ.

Quando ci esprimiamo in modo sia impulsivo che repressivo, chi comanda è la parte incosciente, facendo collegamenti tra quello che accade oggettivamente nell’ambiente (la realtà) e le esperienze interiori della persona (quello che si interpreta a partire da quella realtà, in base a ciò che si è già vissuto in circostanze apparentemente simili).

Lo schema della repressione è questo: di fronte a una situazione neutra si prova un’emozione sproporzionata. Con la ragione si rifiuta questa emozione perché non la si capisce, spaventa o riesce a sopraffare la persona. Dalla parte cosciente, allora, si sceglie di negare quell’emozione o di non esprimerla.

Al contrario, quando l’informazione esce in modo impulsivo, non passa per il filtro della ragione e viene esteriorizzata direttamente dalla parte incosciente.

Come conseguenza di queste due condotte, non si dice quello che si vorrebbe dire, non si fa ciò che si vorrebbe fare e ci si invischia in pensieri complessi e che tendono a dare la colpa a se stessi.

Chi non esprime e reprime mette un tappo all’informazione che dovrebbe uscire, che quindi cercherà un’altra via di fuga, che potrà manifestarsi attraverso malattie, tic, ansie, ossessioni, condotte a rischio e/o disadattate… Dall’altro lato, chi non pone un filtro all’informazione che proviene dal più profondo finisce per farsi del male e per frustrarsi costantemente.

L’unico modo di risolvere questa situazione è rendere cosciente l’incosciente attraverso la conoscenza e l’osservazione di se stessi e il discernimento.

Ecco tre consigli per riuscirci:

  1. Accettare ciò che si prova. Non abbiate paura dell’emozione e lasciatela fluire senza chiedervi perché vi sentite in quel modo. Provare qualcosa non è negativo in sé. Le emozioni ci danno un’indicazione del fatto che qualcosa non sta andando come dovrebbe e che dobbiamo prendere provvedimenti.
  2. Comprendere ciò che accade. La grande domanda che “toglierà il tappo” alle emozioni profonde è: “A che scopo sto provando questo?” In genere c’è un’intenzione nascosta nella maggior parte delle emozioni che non controlliamo. Spesso abbiamo scelto di sentirci così per raggiungere qualcosa.
  3. Scegliete quello che edifica. Vi rende liberi il fatto di scegliere non ciò che ha più forza dentro di voi, ma quello che con la vostra ragione considerate più conveniente per voi.
Tags:
paura
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
Sanctuary of Merciful Love
Bret Thoman, OFS
Le acque guaritrici profetizzate da una suora del XX secolo
2
Philip Kosloski
Perché i cattolici non mangiano carne i venerdì di Quaresima?
3
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
4
Communion
Claudio De Castro
Comunione: si ha tra le mani il Figlio di Dio, e serve rispetto
5
Paola Belletti
Aiutiamo Debora Vezzani? Tutta la famiglia con il Covid, lei la p...
6
Gelsomino Del Guercio
Natuzza Evolo e gli angeli: “Li vedo come bambini pieni di luce e...
7
FUMETTI MATRIMONIO DIO
Catholic Link
5 immagini su cosa accade in un matrimonio che ha Dio al centro
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni