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Cosa dice la Chiesa su fecondazione artificiale e cellule staminali?

SCIENCE,INVITRO
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La Chiesa è favorevole alla ricerca e all'uso delle cellule staminali adulte, da adulto vivo ad adulto vivo

Varie persone si interrogano sulla posizione della morale cattolica nei confronti della fecondazione artificiale e delle cellule staminali, ed è a loro che è rivolto questo breve articolo.

Iniziamo ricordando che la prima tematica – quella della fecondazione – è legata alla sessualità umana nel suo aspetto riproduttivo, ovvero la continuazione della specie. A differenza degli animali irrazionali che generano cuccioli per pura necessità istintiva, l’uomo e la donna compiono l’atto sessuale con connotazioni sacre: sono collaboratori di Dio nella sua opera creatrice.

La fecondazione artificiale è una tecnica che mira a far rimanere incinte donne che non riescono a diventare madri biologiche attraverso l’unione sessuale con il marito. Nell’inseminazione artificiale, l’atto avvenuto in un organismo vivo si suddivide in fecondazione omologa o eterologa, fuori dall’organismo vivo (in provetta, quindi), sempre in due modi: all’interno della coppia o con l’intervento di terzi.

Nell’inseminazione artificiale omologa, il seme del marito viene inserito nell’organismo della donna con l’aiuto (non con la sostituzione) della medicina, visto che nel contesto di un’unione normale questo non avverrebbe. Questa pratica è l’unica che può essere accettata a certe condizioni: 1) che l’azione medica aiuti l’azione naturale ma non la sostituisca; 2) che il seme sia ottenuto dall’atto sessuale in sé, non mediante la masturbazione, e 3) che la fusione dello spermatozoo e dell’ovulo avvenga all’interno dell’organismo femminile, nella tuba di Falloppio, non fuori (ad esempio nel tubo che inietta il seme maschile). Nella fecondazione artificiale eterologa, la moglie è fecondata non dal marito, ma con il seme di una terza persona, nota o sconosciuta. Ci sono banche apposite in cui si sceglie il tipo di seme desiderato.

Nell’inseminazione artificiale in provetta, come dice il nome, la fecondazione si realizza – in vari modi – al di fuori dell’organismo umano. Si verifica all’interno della coppia, quando vengono usati lo spermatozoo del marito e l’ovulo della moglie, o con la partecipazione di terzi, quando l’ovulo o lo spermatozoo non è della coppia. Effettuata la fecondazione in provetta (o in vitro), l’embrione viene impiantato nel corpo della donna che sarà la madre del bambino o in un’altra donna che si presta a generare il piccolo – mediante pagamento (“utero in affitto”) o no – per quella che poi se ne prenderà cura come madre ufficiale dopo la nascita.

Tutti questi atti sono moralmente illeciti, perché ledono la generazione naturale della vita. Nel primo e nel secondo caso, oltre a influire negativamente sulla corretta trasmissione della vita, privano anche il bambino del diritto di conoscere i suoi genitori biologici, dell’essere frutto del matrimonio, e intaccano la dignità del matrimonio facendovi entrare altre persone. La fecondazione in vitro genera poi embrioni in eccesso e il loro successivo “scarto”, il che è un omicidio, perché secondo le scienze biologiche la vita esiste fin dal concepimento.

Quanto alle cellule staminali, vengono definite come cellule indifferenziate capaci di rinnovarsi e di differenziarsi, ovvero possono duplicarsi e trasformarsi in molti altri tipi di cellule, caratteristica da cui deriva la loro importanza. Bisogna tuttavia distinguere tra cellule staminali adulte ed embrionali.

La Chiesa è favorevole alla ricerca e all’uso delle cellule staminali adulte, da adulto vivo ad adulto vivo, che del resto finora hanno avuto effetti promettenti. La morale cattolica si oppone invece alla manipolazione di embrioni umani per l’estrazione di cellule staminali embrionali, perché questo atto a) lede la dignità dell’embrione, autentico essere umano fin dal concepimento e non semplice pezzo di ricambio per gli adulti, e b) produce un essere umano attraverso la fecondazione in vitro, pratica contraria all’atto sessuale, unico mezzo lecito stabilito dalla legge naturale morale per generare la vita all’interno del matrimonio.

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