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Questa ragazza americana è stata sospesa a scuola per aver diffuso versetti della Bibbia

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Gabby Helsinger, cristiana dell'Ohio, ha risposto alla propaganda LGBT nella sua scuola. Ma il suo gesto non è piaciuto al dirigente scolastico

Punita per aver diffuso versetti biblici a scuola. Succede a Lebanon, in Ohio, Stati Uniti. Una giovane cristiana di nome Gabby Helsinger ha pensato di scrivere dei versetti della Bibbia su dei biglietti da attaccare sulle pareti o da inserire negli armadietti dei compagni, senza alcun commento.

La sua sarebbe stata una reazione alla diffusione di bandiere arcobaleno (degli LGBT) affisse nei corridoi dell’istituto dal club Gay Straight Alliance (Gsa) per sensibilizzare gli scolari sul tema dell’omosessualità.

La vicenda è stata riportata da diversi media americani tra cui FoxNews (20 marzo) e rilanciata in Italia da In Terris (21 marzo).

La scelta di Gabby

«Ho sentito il bisogno di scrivere alcuni versetti della Bibbia in modo da poterli mettere in giro per la scuola. Così ho preparato dei biglietti e li ho messi sugli armadietti e sulle pareti», spiega Gabby in un video diffuso da sua madre Tina su facebook, che ha ricevuto quasi 6000 commenti.

L’intervento dei vertici scolastici non è tardato. «Il giorno dopo, sono stata chiamata in ufficio del dirigente scolastico. Mi è stato detto che c’era una lettera per me. L’ho aperta e ci ho trovato un foglio con su scritta la mia sospensione, motivata con il fatto che avrei dato prova di maleducazione e mancanza di rispetto, perché scrivendo i versetti della Bibbia avrei preso di mira la Gsa (il gruppo che avrebbe organizzato l’affissione di bandiere arcobaleno, ndr)».

La sospensione

Secondo Gabby non c’è stata alcuna mancanza di rispetto, ma una semplice risposta alla propaganda del club LGBT. Nè immaginava che bisognava chiedere il permesso al dirigente per affiggere i versi biblici. «Non c’è bisogno di creare confusione ai miei compagni di scuola sul fatto che debbano chiedersi se siano omosessuali, lesbiche, trans. Dio è l’unico modo per tenere libere le loro menti, ed è per questo che l’ho fatto».

La madre

Contro la decisione del dirigente è insorta anche la madre di Gabby, Tina, che ha chiesto la solidarietà degli utenti social di facebook, pubblicando gli indirizzi mail dei dirigenti dell’istituto scolastico e dicendo di scrivere loro per contestare contro la sospensione a sua figlia, rea di «aver condiviso con tutti le proprie convinzioni».

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