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I 5 libri più belli della settimana scelti per le donne

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Prasanna Kumar | Unsplash

Annalisa Teggi - pubblicato il 22/03/19

Conoscete il mostro con un libro solo di San Tommaso? I nostri consigli di lettura sono l'arma giusta per sconfiggerlo.

“Non fidarti dell’uomo con un solo libro” disse San Tommaso D’Aquino. E con questa voce che sussurra in testa, guardo con un sorriso benevolo il mio comodino così pieno di libri che alcuni cadono per terra. Sono tutte buone intenzioni che gusto in modo disorganico e confusionario. Ci sarebbe molto da dire sul mio disordine, mio marito avrebbe molto da dire.

Ma almeno non sono il mostro con un libro solo di cui parla San Tommaso. E non sta certo lodando, per contrasto, i lettori onnivori che ti si parano davanti, vantandosi di essere aggiornati sull’ultimo romanzo uscito o sull’ultima tendenza culturale descritta nel tal saggio o sull’ultima dieta eccellente letta nel libro di una dottoressa america all’avanguardia. No, San Tommaso non loda il lettore bulimico che sprizza saccenza da tutti i pori. Paradossale a dirsi, il suo lettore-mostro con un libro solo è un tipo che legge tantissimo, ma solo pagine in cui trova l’eco della propria voce. È Narciso che si compra più specchi possibili per ammirare sempre e solo se stesso.

L’uomo con un libro solo possiede biblioteche (o comodini) pieni di testi in cui il suo Ego cresce e si compiace, nessuno che lo faccia sentire un briciolo a disagio. L’uomo con un libro solo non è un lettore, perché ha già capito tutto … e soprattutto ha capito benissimo se stesso. Ecco perché è un mostro.

Noi di libri ve ne proponiamo 5 alla settimana, perché preferiamo il prisma allo specchio. Le sfumature di umano che ci sono dentro di noi ci sono in parte ignote, ed è un bene che sia così: la vita ci è data per scoprire chi siamo. Le voci diverse che possiamo trovare dentro un libro innescano la reazione luminosa … o anche tenebrosa. Magari potessimo tirar fuori dal nostro cuore solo colori accesi di bene! È quanto mai salutare stare di fronte pure ai nostri recessi repellenti. Solo l’urto con una voce esterna è in grado di smuoverci dall’incubo di essere l’uomo con un libro solo: scardinare i nostri chiodi fissi, che trattiamo come idoli; sgonfiare le nostre ossessioni; smetterla di leccarci quella ferita che riempie l’orizzonte della vita; tutto questo può accadere solo inoltrandoci in un discorso a più voci.

Dissentire, criticare, stupirsi, ribattere, cambiare idea, imparare sono solo alcuni dei verbi che ci garantiscono uno stato di salute psicofisica non patologico. Sono sintomo del benessere di chi sa di non essere l’unica voce narrante della propria storia. Buona lettura!

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