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Cosa cambia la storia? la tua conversione!

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don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 21/03/19

La richiesta di Gesù non è la rivoluzione ma la conversione. È spingere alla guarigione l’indifferenza del ricco epulone. È il cuore dell’uomo l’unica vera grande rivoluzione che potrà cambiare anche la storia.

C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi». (Lc 16, 19-31)

“C’era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c’era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri, e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco”. Quello che può sembrare l’inizio di una storia qualunque, una parabola, è ahimè la trama di una storia che da sempre attraversa il mondo. L’ingiustizia con cui questa parabola ha inizio è tra le cose più scandalose che ancora ci portiamo appresso. Siamo cresciuti, evoluti, tecnologizzati ma i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. C’è chi vive divertendosi splendidamente, e chi sta alla porta a bramare briciole e avanzi per poter sopravvivere. Il vangelo di oggi accende un faro su questo scandalo, ma a differenza di molti lettori superficiali, Gesù e il vangelo non danno mai letture politicizzate della realtà. Gesù è di un realismo estremo nel raccontarci la realtà ma non invita il povero Lazzaro a imbracciare le armi e a prendersi con la forza ciò che non ha. Spinge invece a un profondo esame di coscienza chi sta dalla parte del ricco e che non si accorge neppure della sofferenza di Lazzaro. La richiesta di Gesù non è la rivoluzione ma la conversione. È spingere alla guarigione l’indifferenza del ricco epulone. Infatti soltanto una vera conversione di ognuno cambierebbe anche la storia. Le cose non le si cambia solo perché si cambiano i sistemi. È il cuore dell’uomo l’unica vera grande rivoluzione che potrà cambiare anche la storia. Che è un po’ come dire che se cambio io, ho cominciato a cambiare il mondo. Il vero problema però è che non ho molto tempo, ho solo il tempo che mi rimane di questa vita. “”Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento”. Abramo disse: “Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli””. Che è un po’ come dire: “hanno una testa e un cuore anche loro; che ascoltino quelli e arriveranno a capire ciò che molto spesso non si capisce”. (Lc 16, 19-31)

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