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Il problema di essere testardi

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Dolors Massot - pubblicato il 20/03/19

Vi costa ascoltare i consigli degli altri anche se siete sull'orlo del precipizio?

“Non devi darmi lezioni”, “Lo faccio da vent’anni e so già come funziona”, “Si è fatto sempre così”… Sono frasi che abbiamo sentito tutti, in generale da qualcuno che si chiude a riccio e non è disposto ad ascoltare niente di quello che gli viene detto.

Viviamo nel mondo della flessibilità, del sapersi adattare e della mobilità sotto tutti gli aspetti, e la mobilità che ci costa di più, e lo abbiamo verificato tutti, è quella relativa al nostro carattere. Ma non c’è motivo perché sia così.

Il temperamento è qualcosa di invariabile, con cui nasciamo. Ad esempio, siamo attivi, sentimentali, pensiamo prima di agire… e tenderemo sempre a questo. Il carattere, invece, è modellabile. In ogni decisione che prendiamo nel corso della vita possiamo fare un cambiamento a 180 gradi, ripetere la stessa cosa della volta precedente… E così generiamo abitudini, che se sono positive sono virtù e se negative sono vizi.

La testardaggine è un atteggiamento e si riferisce al vizio di non ascoltare i consigli altrui e insistere nell’errore.

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Purtroppo, più si cresce più si diventa testardi, perché:

  • è probabile che siamo orgogliosi della nostra esperienza passata, e di conseguenza ci sembra di non avere bisogno di maestri;
  • con l’età si diventa in generale meno ricettivi e più conservatori. Si tende a pensare “Squadra vincente non si cambia”.

La testardaggine è chiaramente un “controvalore”. Se qualcuno è testardo, difficilmente migliorerà il suo carattere, e non vorrà nemmeno adattarsi a quello che richiede la convivenza sul lavoro o in famiglia. Il testardo in genere fa di testa sua, e più si impegna in qualcosa, più si chiude e non ascolta.

Si può lottare contro la testardaggine?

In primo luogo, ci aiuterà ricordare le esperienze negative delle occasioni in cui per essere stati testardi abbiamo fallito clamorosamente. Vi è mai capitato facendo bricolage? E in cucina? Più di una ricetta è finita nella spazzatura per non aver voluto seguire i consigli di chi ne sapeva più di noi.

In secondo luogo, bisogna coltivare l’interiorità e fare spazio all’umiltà. Essere umili è riconoscerci come siamo: non siamo perfetti e abbiamo questo e quel difetto. E non sappiamo tutto. Se siamo umili, saremo aperti a imparare, ad ascoltare i consigli e a metterli davanti alle nostre opinioni senza che questo ci sembri un’umiliazione.

Intristisce vedere qualcuno che non sente ragioni e che persevera nell’errore, perché in fondo la testardaggine è una manifestazione di orgoglio camuffata da esperienza, conoscenza o altro.

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Ra2studio I Shutterstock

Che fare se si è testardi?

  1. Fate pratica con piccole cose. Ad esempio, in questioni senza importanza cedete la vittoria ad altri – in fatto di gusti…
  2. Cambiate il modo di fare le cose di sempre. Sapete già che ogni maestro ha il suo libro di ricette, e quindi i piatti si possono realizzare in molti modi.
  3. Lasciate che qualcuno metta in disordine il vostro tavolo (o vi sposti le cose) senza impazzire.
  4. Se andate a fare una gita, lasciate che siano gli altri a decidere dove andare. Vi servirà per imparare ad assumere le decisioni degli altri e a valorizzare il loro criterio.
  5. Se vedete che vi siete intestarditi su qualcosa, fermatevi e prendetevi del tempo per pensare.
  6. Chiedete aiuto ad altre persone: familiari, amici… Spiegate loro che vi siete finalmente resi conto di essere testardi e che avete bisogno che vi avvertano quando iniziate a intestardirvi. Sentire l’amore di un’altra persona è in genere uno sprone formidabile!

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