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Storia di una madre single e dell’eresia che preoccupa Papa Francesco

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Ary Waldir Ramos Díaz - pubblicato il 19/03/19

Quando il pelagianesimo bussa alla porta di una comunità...

Papa Francesco non cessa di mettere in guardia sul rischio del pelagianesimo, un’eresia condannata dalla Chiesa secoli fa e che tuttavia si è introdotta in modo sibillino nella vita quotidiana di molti credenti.

Per riflettere, ecco la storia di una madre single che viveva in un paesino molto cattolico. La donna aveva denunciato in lacrime all’anziano vescovo locale che alcune signore “bene” della sua comunità parrocchiale l’avevano definita “peccatrice”.

Anche suo figlio di otto anni viveva in preda all’ansia, perché i suoi compagni di scuola, imitando alcuni adulti, lo chiamavano crudelmente “piccolo bastardo”.

Il vescovo, preoccupato, chiamò il parroco della comunità. Il sacerdote, sorpreso dalla voce arrabbiata del suo superiore, si impegnò a trovare una soluzione.

Una domenica, alla fine della Messa, fece una comunicazione: “Sorelle e fratelli, prima di terminare vorrei darvi alcune informazioni di servizio”.


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“La parrocchia sta cercando il fedele perfetto”. L’assemblea rimase fredda e muta. “La persona che risponderà a questo requisito non dovrà più venire a Messa, non dovrà accostarsi ai sacramenti o venire ai ritiri di Quaresima. Al contrario, sarà il nostro custode supremo della fede”.

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Shutterstock / Photographee.eu

“Questa persona unta dalla grazia può passare in sagrestia dal lunedì al venerdì in orario di ufficio e ritirare un documento di assoluzione firmato con inchiostro blu”.

Le persone iniziarono a guardarsi e a mormorare.

Alcune signore, leader della comunità, pensarono che fosse uno scherzo di cattivo gusto del parroco, e stavano già pensando di istituire un comitato per denunciare l’eresia al vescovo, e se fosse necessario al Vaticano stesso.

Mentre articolava il suo discorso e faceva una pausa, il parroco pensava ad Ana, quella giovane madre che gli aveva fatto guadagnare una telefonata urgente dal vescovo.

Ricordava anche la tenerezza infinita con cui Ana era allo stesso tempo padre e madre per suo figlio, e il giorno in cui era venuta a chiedergli con devozione di battezzarlo anche se non era più un neonato.

“Torniamo a quella persona giusta…”, proseguì il parroco. “Sarà al di sopra della Chiesa che è madre, che comprende, accompagna e accarezza soprattutto i suoi figli feriti e bisognosi”.




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“Questo fedele perfetto, il supercredente, avrà un piedistallo per giudicare con uno stile di controllo, durezza e normatività il resto dei fedeli imperfetti”.

“Quel fedele avrà la potestà di giudicare tutti, a cominciare da Ana (unica madre single della piccola comunità), che lavora in fabbrica e si alza all’alba per preparare la colazione, il pranzo e la cena pronti perché la signora María, sua vicina, porti Pedrito (il suo figlioletto) a scuola e al ritorno scaldi il cibo mentre lui fa i compiti”.

“Quel fedele perfetto porterà la bandiera della sicurezza di sentirsi superiore, perché trova la forza in questo, e non nella leggerezza del soffio dello Spirito di Dio”.

Il pelagianesimo è la dottrina del superfedele, perfetto e custode di un’etica cristiana che supera il maestro e non ha bisogno dello Spirito, perché ciascuno deve guadagnarsi la salvezza.

“Quello stesso spirito che ha portato Ana a lottare per la vita che portava in grembo, rifiutando un aborto anche se a questo la spingeva la famiglia del padre adolescente di suo figlio, che diceva che si privava del futuro e che in seguito le avrebbe voltato le spalle”.

“Quel fedele perfetto avrà le chiavi per risolvere ogni problema della parrocchia nel restaurare la ‘sana condotta’”.

“Questo superfedele dovrà essere un custode del cristianesimo migliorato e perfezionato, anche superando il maestro, Gesù, che gioisce tanto per sua figlia Ana”.




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“Sì, perché Gesù ama quella sua figlia prediletta, perché donna operaia, madre e datrice di vita; vita che se ne va ogni volta che deve allontanarsi da Pedrito per passare 8 ore a cucire e a stirare nella fabbrica di jeans, più ore extra, per un salario minimo e deve anche accettare la discriminazione della sua comunità”.

“Quella persona giusta realizzerà ‘strutture e riforme’ che non cambieranno mai, impermeabili allo Spirito perché l’‘ingegno e la creatività’ non corrompano la sua opera personalista e personalizzata, fedele seguace di un tale Pelagio (354 d.c – 427)”.

“Quel fedele perfetto realizzerà un nuovo comandamento che supererà gli altri, ispirato al miglior pelagianesimo, e sarà così il modello fedele di una Chiesa che non si lascerà trasportare dal soffio potente e per questo a volte inquietante di Dio”.

“Quel fedele perfetto confiderà nel ‘ragionamento logico e chiaro’ che gli impedisce di vedere la tenerezza dell’abbraccio forte e caloroso di Ana al piccolo Pedrito ogni volta che esce all’alba da casa per ‘cercare Dio’ nel suo lavoro e nel desiderio di dare un futuro migliore a suo figlio”.

“Bene, fratelli e sorelle, la nostra parrocchia sta cercando il fedele perfetto”.

L’assemblea traspirava vergogna collettiva per quello che aveva appena ascoltato.

Il parroco con tono solenne disse: “Se non c’è un candidato dichiareremo vacante il ruolo di fedele perfetto”.

Poi, mentre scendeva dal pulpito, concluse: “Vi aspetto tutti alla prossima Messa, perché so che nel vostro cuore anelate all’umiltà e al disinteresse e che avete un fine, la nostalgia della misericordia di Dio”.

Per sapere meglio cosa sia il pelagianesimo, vi invitiamo a leggere il discorso di Papa Francesco del 10 novembre 2015, che ha ispirato l’articolo che avete appena letto.

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