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Storia di una madre single e dell’eresia che preoccupa Papa Francesco

BOY
Cathopic
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Quando il pelagianesimo bussa alla porta di una comunità...

Papa Francesco non cessa di mettere in guardia sul rischio del pelagianesimo, un’eresia condannata dalla Chiesa secoli fa e che tuttavia si è introdotta in modo sibillino nella vita quotidiana di molti credenti.

Per riflettere, ecco la storia di una madre single che viveva in un paesino molto cattolico. La donna aveva denunciato in lacrime all’anziano vescovo locale che alcune signore “bene” della sua comunità parrocchiale l’avevano definita “peccatrice”.

Anche suo figlio di otto anni viveva in preda all’ansia, perché i suoi compagni di scuola, imitando alcuni adulti, lo chiamavano crudelmente “piccolo bastardo”.

Il vescovo, preoccupato, chiamò il parroco della comunità. Il sacerdote, sorpreso dalla voce arrabbiata del suo superiore, si impegnò a trovare una soluzione.

Una domenica, alla fine della Messa, fece una comunicazione: “Sorelle e fratelli, prima di terminare vorrei darvi alcune informazioni di servizio”.

“La parrocchia sta cercando il fedele perfetto”. L’assemblea rimase fredda e muta. “La persona che risponderà a questo requisito non dovrà più venire a Messa, non dovrà accostarsi ai sacramenti o venire ai ritiri di Quaresima. Al contrario, sarà il nostro custode supremo della fede”.

Shutterstock / Photographee.eu

“Questa persona unta dalla grazia può passare in sagrestia dal lunedì al venerdì in orario di ufficio e ritirare un documento di assoluzione firmato con inchiostro blu”.

Le persone iniziarono a guardarsi e a mormorare.

Alcune signore, leader della comunità, pensarono che fosse uno scherzo di cattivo gusto del parroco, e stavano già pensando di istituire un comitato per denunciare l’eresia al vescovo, e se fosse necessario al Vaticano stesso.

Mentre articolava il suo discorso e faceva una pausa, il parroco pensava ad Ana, quella giovane madre che gli aveva fatto guadagnare una telefonata urgente dal vescovo.

Ricordava anche la tenerezza infinita con cui Ana era allo stesso tempo padre e madre per suo figlio, e il giorno in cui era venuta a chiedergli con devozione di battezzarlo anche se non era più un neonato.

“Torniamo a quella persona giusta…”, proseguì il parroco. “Sarà al di sopra della Chiesa che è madre, che comprende, accompagna e accarezza soprattutto i suoi figli feriti e bisognosi”.

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