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La cittadina della Florida che allevò una famiglia senza padre

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Dopo la morte di un padre, la gente della comunità si è fatta avanti inaspettatamente per prendersi cura della vedova e delle figlie

Era il 1957 nella cittadina di Wauchula, in Florida, un luogo in cui l’economia dipendeva ampiamente dall’agricoltura e i contadini lavoravano negli aranceti e vendevano cetrioli, pomodori e molti altri prodotti. Patricia, affettuosamente chiamata Pat, aveva solo un anno. Come ha saputo in seguito, suo padre stava giocando a baseball quando all’improvviso ha iniziato a inciampare in continuazione. Anni dopo è stato chiaro che era uno dei primi segni della SLA, più nota come malattia di Lou Gehrig. Gli venne diagnosticata due anni dopo, e alla fine rimase confinato su una sedia a rotelle e non poté più lavorare come saldatore come aveva fatto per tanti anni. Morì il 20 gennaio 1960, quando Pat aveva solo quattro anni.

Con cinque ragazze tra i 4 e i 17 anni, la madre di Pat, Helen, rimase improvvisamente non solo senza un marito, ma anche senza un padre per le sue figlie e un reddito per andare avanti. Aveva solo una casa e una vecchia macchina. Man mano che Pat cresceva e sua madre rimaneva a casa per prendersi cura delle figlie, Pat divenne sempre più consapevole del fatto che molte persone della sua comunità avevano adottato la sua famiglia come se fosse la propria.

Iniziò tutto con un’amica di famiglia che si prese cura di Pat durante il funerale, mentre tutto veniva preparato. Un po’ di tempo dopo Pat seppe che un uomo benestante della comunità aveva detto al droghiere locale che ogni volta che la signora Williams fosse andata a comprare del cibo per la famiglia si sarebbe occupato lui del conto. Anche se il padre di Pat era un battista del sud, lei e le sue sorelle erano state allevate nel cattolicesimo e frequentavano la chiesa di St. Michael. Anche prima della sua morte, i parrocchiani di entrambe le chiese offrirono aiuti di ogni tipo, che sarebbero continuati negli anni a venire.

In questa cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti c’era una chiara divisione tra bianchi e neri, e una delle zone in cui risiedeva la gente di colore erano i cosiddetti “The Quarters”. Poco dopo la morte del padre di Pat, un afroamericano di quella zona si presentò alla porta con la verdura del suo orto. Settimana dopo settimana andava dalla famiglia con i suoi prodotti, e ogni volta che la signora Williams provava a pagarlo rifiutava. Un giorno Pat lo sentì declinare l’offerta di pagamento dicendo a sua madre: “Zeke [il signor Williams] è stato l’unico che mi ha trattato alla pari”. Avevano giocato insieme in una squadra di baseball mista in un momento in cui la segregazione era ancora la regola in quella zona.

Nonostante lei e le sue sorelle fossero state lasciate senza un padre e un reddito, Pat “non ha mai ricordato di aver voluto niente”, tranne il papà. Oltre a crescere la famiglia, la madre di Pat continuava a giocare a baseball il martedì e il mercoledì mattina, come modo per tenersi in attività e alleviare lo stress. È morta nel 1991.

Man mano che le cinque ragazze crescevano il loro legame si rafforzava, ma come ricordava Pat un pensiero le si affaccia sempre nella mente quando pensava a quel periodo di difficoltà: nel loro dolore, la piccola comunità di Wauchula, Florida, le aveva “avvolte” e fatte proprie. Era un’eredità d’amore che sarebbe rimasta nel cuore di Pat e delle sue sorelle, e un senso di responsabilità civica e di assistenza che la influenza ancora oggi, anche nel suo lavoro con i servizi acquatici presso l’Easterseals Rehabilitation Center.

Spesso nella vita possiamo sentirci scollegati dagli altri nel nostro dolore, ma non siamo mai soli, non lontani gli uni dagli altri indipendentemente dalla distanza che percepiamo. Chi ci ama può lasciarci troppo presto, e quelli che rifiutiamo potrebbero essere l’angelo alla nostra porta che ci aiuta ad andare avanti quando le persone a noi care sono andate via. Come ha scoperto Pat, non si sa mai da chi si arriverà a dipendere. Come ha detto Abramo Lincoln nel suo primo discorso inaugurale, “Noi non siamo nemici, ma amici. Non dobbiamo essere nemici. Anche se la passione può averci fatto vacillare, non deve rompere i profondi legami del nostro affetto”.

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