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Don Di Noto su Tittocchia a Mattino Cinque: istigare alla pedofilia è un reato!

EMANUELA TITTOCCHIA
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La frase choc della attrice e presentatrice: «Mi sono innamorata di un bambino di 11 anni, abbiamo anche dormito insieme»

Emanuela Titocchia choc, in una intervista a Mattino Cinque del 13 marzo [1]: «Mi sono innamorata di un bambino di 11 anni, abbiamo anche dormito insieme». È la dichiarazione che abbiamo ascoltato e che alcuni quotidiani hanno poi riportato, non sappiamo se con indignazione e protesta o solo per scoop o ancora per – ho pensato anche questo – indurre a una riflessione che ridiscuta la possibilità di abbassare l’età di consenso da parte dei minori per vivere liberamente una relazione. Perché quello che sta passando, con forza e subdola veemenza pervasiva, è quello di dire – e i media cavalcano questa idea – che “in amore non c’è età” e una relazione, tra adulti e minori è possibile, anche quella sessuale, “basta che esprimano liberamente un consenso”.

Brutta e inquietante questione, da non sottovalutare e da non prendere sottogamba. Del resto, da più parti, mass-media e portali on-line, veicolano questi non subdoli messaggi; non si fa altro che alludere indirettamente e/o direttamente alla istigazione, alla normalizzazione e alla giustificazione delle pratiche di pedofilia e pedopornografia, che per l’ordinamento penale italiano e anche per chi ha recepito la Convenzione di Lanzarote, costitusce un reato: si legga l’ art. 414 bis sull’istigazione a pratiche di pedofilia e pedopornografia.

Riportiamo per intero tale norma: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti previsti dagli articoli 600 bis, 600 ter e 600 quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600 quater 1, 600 quinquies, 609 bis, 609 quater e 609 quinquies è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni [2].Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti previsti dal primo comma. Non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume”.

Migliaia i portali pro pedofilia allocati in tutto il mondo (tralasciamo, il florido mercato della pedopornografia e lo sfruttamento sugli abusi sessuali dei minori, il Report 2018 sarà presentato il 21 marzo p.v.); centinaia di migliaia gli aderenti, che li sostengono: dalla raccolta fondi a vere e proprie agenzie di stampa e prodotti pubblicitari. Meter ne ha segnalati negli ultimi 20 anni, a migliaia, ed ha permesso anche di far svolgere indagini in Italia e all’estero, la prima, nel 2004, con l’entrata in vigore della legge.

Portali e iniziative pro pedofilia (degli amanti dei bambini) realizzati da singoli e da ben strutturate organizzazioni, in alcuni casi anche criminali, sparse in tutto il mondo (non pubblicizziamo nessun link per ovvie ragioni). La strategia è quella di sfruttare bene la comunicazione in una situazione di limbo e di confusione. Infatti, generalmente, si presentano così: non siamo pedofili ma persone attratte da minori, e con sibilline, ma pervasive parole dichiarano che non fanno del male ai bambini, li amano, quasi a dire, “siamo pedofili virtuosi”….”I bambini desiderano che qualcuno li ami come li amiamo noi. Dato che non li ama nessuno e li discriminano. Noi crediamo nella bellezza dei bambini, e non faremo mai del male. Un bacio ci sta e anche oltre” (sono frasi tratte di loro Manifesti di presentazione).

Lo sfondo a volte si fa ancora più inquietante: ci sono anche quei pedofili che dichiarano di avere una fede e un credo religioso. Oltre la loro puntuale celebrazione dell’Orgoglio pedofilo (ma interrotta da 20 anni) e di altre plateali manifestazioni (i loro movimenti e partiti politici, sempre attivi) più volte denunciati da Meter con un silenzio assordante e quasi nessuna protesta in tal senso. Se non da coloro che hanno a cuore il bene dei bambini.

È pertanto inquietante e invasiva questa leggerezza di far passare ciò che di per sé è riprovevole e anche un reato (sta ai magistrati stabilire se ci sono gli estremi per procedere!). Occorre vegliare attentamente, senza tentennamenti di condanna. Non è solo una questione di indignazione e imbarazzo. È questione vitale per non far passare ciò che sta diventando un talk-show sulla pelle dei bambini. La responsabilità è grande in questa deriva morale ed etica. La domanda è sempre la stessa: la pedofilia e la pedopornografia sono un crimine? Non tutti sono d’accordo. Credetemi.

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