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La Madonna in 3D che Papa Francesco custodisce gelosamente nella sua stanza

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Gli è stata donata dall'arcidiocesi di Bari. E' la Vergine dell'Odegitria

Uno scanner mobile è entrato nella Cattedrale di Bari con un obiettivo: realizzare la prima copia in 3D dell’icona della Madonna dell’Odegitria.

È stato il primo passo per la realizzazione dell’opera che l’arcidiocesi Bari-Bitonto ha voluto donare a papa Francesco, dopo la sua vita a Bari nell’estate 2018. Il pontefice aveva ammirato il quadro – risalente al 1500 – esposto in Cattedrale, e insistito per averne una copia: non del dipinto nascosto sotto il rivestimento in argento, ma dell’intera icona.

BARI,POPE FRANCIS
Antoine Mekary | Aleteia
Papa Francesco prega nella cattedrale di San Nicola a Bari

La copia dell’icona è stata consegnata al papa a novembre 2018, e lui stesso ha detto di recente di custodirla nella sua stanza, colpito dalla nudità di Gesù bambino e dall’amorevolezza con cui Maria lo copre (Repubblica Bari, 13 marzo)

La Madonna Odegitria rappresenta, nell’iconografia cristiana, l’archetipo figurativo della Vergine Maria, Madre di Dio, in quanto la sua immagine ne è il primo ritratto conosciuto, autentico e dall’origine storicamente documentata.

Il nome

La corretta etimologia del nome, aldilà delle molte fantasiose interpretazioni, deriva dal greco odos, “via” ed egheter, “guida”, da cui anche l’appellativo popolare di “Madonna del buon cammino”, che gli viene comunemente attribuito, ed il suo tabernacolo era spesso posto in prossimità degli incroci fra strade diverse, proprio per indicare la giusta direzione al viandante sperduto e stanco (www.arcidiocesibaribitonto.it).

La leggenda

Secondo il racconto leggendario, i monaci Calogeri, che avevano in custodia il quadro di S. Maria Odegitria, decisero, per salvarlo, di inviarlo a Papa Gregorio III perché lo conservasse e lo rimandasse poi a Costantinopoli. Due monaci partirono, allora, verso Roma e si imbarcarono proprio in una flotta che, inviata dall’Isaurico, doveva giungere in Italia a sostegno dell’esarca di Ravenna perché con la forza si impadronisse di Roma, ne distruggesse le sacre immagini e conducesse prigioniero il Papa che si era opposto all’iconoclastia. Partirono, dunque, a fine gennaio dell’anno 733, e sulla nave che ospitava i due monaci c’erano anche, secondo la tradizione, dei soldati baresi.

La permanenza a Bari

Dopo alcuni giorni di navigazione con vento favorevole, la flotta fu investita da violenta tempesta e solo la nave che portava la Madonna Odegitria giunse salva, all’alba del primo martedì di marzo del 733, nel porto più vicino, che era quello di Bari.

I monaci volevano, secondo il loro programma, proseguire per Roma, ma i soldati baresi e il popolo accorso ad accoglierli li “obbligarono”, con una manifestazione appoggiata dall’Arcivescovo e dal Clero, a lasciare il quadro a Bari. Chiesero, però, e il Vescovo lo accordò loro, di continuare ad essere i custodi della tavola e a cantare le lodi a Maria ogni martedì, come si faceva a Costantinopoli. I monaci basiliani rimasero fino al 1158.

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