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I cattolici credono nella predestinazione? La risposta potrebbe sorprendervi

PREDESTINATION

Juan de la Abadía | PD

Nicholas Senz - pubblicato il 14/03/19

Eccoci davanti a uno dei misteri più profondi della Chiesa cristiana

Viviamo in un mondo di gratificazione istantanea e brevi intervalli di attenzione. “Se non otterrò la risposta in 280 caratteri non voglio ascoltarla”, sembra dire la mentalità prevalente. Quando si tratta di complesse questioni di fede, però, a volte la risposta breve può essere fuorviante.

L’ho sperimentato di recente durante una presentazione sulla Divina Provvidenza. Quando mancavano tre minuti allo scadere del tempo che mi era stato assegnato qualcuno ha alzato la mano dicendo: “Come si collega alla predestinazione?” Ho cercato di eludere la domanda dicendo che non potevo esaurire il concetto in soli tre minuti, ma i presenti mi hanno pregato di dire qualcosa, e allora ho risposto: “Va bene. I cattolici credono alla predestinazione? Ovviamente sì!”

Tante sopracciglia si sono alzate, e una confusione silenziosa si è diffusa nella sala. Era un gruppo abbastanza catechizzato e riuscivo a immaginare cosa stessero pensando tutti i presenti.


HANDS, PEOPLE, TOGETHER

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“È un dogma della fede cattolica che i salvati, gli eletti, sono predestinati da Dio alla salvezza”, ho continuato. “Emerge chiaramente dalla Scrittura, dalla Tradizione e dall’insegnamento costante della Chiesa”.

“E il libero arbitrio?”, ha chiesto qualcuno.

“Ve l’avevo detto che non avrei potuto spiegarlo in tre minuti!”, ho replicato, promettendo una presentazione esauriente sul tema la settimana successiva.

Di fatto, la predestinazione è un’idea cattolica, e una parola cattolica. Ho tutta l’intenzione di reclamare ciò che è nostro.

La Scrittura esprime molto chiaramente l’idea che quelli che vengono salvati sono “chiamati” (Romani 8, 28), che Dio “ci ha eletti prima della creazione del mondo” (Efesini 1, 4) e che gli eredi di Cristo erediteranno il regno preparato per loro “fin dalla fondazione del mondo” (Matteo 25, 34).

È quindi un dogma di fede che Dio, per eterna risoluzione della sua volontà, abbia predestinato certi uomini alla beatitudine eterna.

Sappiamo che siamo salvati solo mediante il dono della grazia di Dio. Sappiamo che Dio conosce da sempre chi verrà salvato e chi no. Cosa significa? Che Dio dona la sua grazia solo ad alcuni e non ad altri? Che sceglie semplicemente a caso chi verrà salvato? Per dirla senza mezzi termini, se Dio predestina alcune persone per il Paradiso, non significa forse che predestina anche alcuni per l’Inferno?

Su questo punto la Chiesa è ferma: “Dio non predestina nessuno ad andare all’inferno; questo è la conseguenza di una avversione volontaria a Dio (un peccato mortale), in cui si persiste sino alla fine” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1037). È un sollievo sentirlo!




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Il Catechismo sottolinea che è possibile allontanarsi volontariamente da Dio, anche se la Chiesa non insegna che qualche persona particolare sia all’Inferno. Non sappiamo mai come opera la misericordia di Dio nella vita di una persona, perfino al momento della morte. Ad esempio, però, il Catechismo nota che a Erode e Pilato viene permesso da Dio di rifiutare la sua grazia. Il giovane ricco se ne va triste perché aveva molti beni. Sono persone che si sono evidentemente allontanate da Gesù, almeno per un po’, ma è stata una loro libera scelta, non una scelta di Dio.

E tuttavia ci sembra di trovarci in un vicolo cieco: sappiamo che la grazia di Dio è un puro dono e non si può guadagnare, e ad ogni modo sembrerebbe fondamentalmente ingiusto che Dio non doni la sua grazia a qualcuno in modo arbitrario, al di là di qualsiasi considerazione delle sue azioni – se ci lamentiamo di non aver ricevuto quel dono, non stiamo forse dicendo che ci era dovuto? Come uscire da questo circolo vizioso?

La Chiesa afferma anche inequivocabilmente che Dio offre a tutti una grazia sufficiente – ovvero la grazia sufficiente per volgersi a Lui e allontanarsi dal peccato. In altri termini, Dio offre a tutti la possibilità di salvarsi.

Questo problema del rapporto tra grazia e libero arbitrio, tra dono di Dio e le nostre scelte, è sempre stato uno dei misteri più profondi della fede cristiana. Sono state proposte molte teorie diverse relative a come funzioni questo rapporto (tomismo, molinismo, congruismo, tra le altre), ma nonostante le complessità e i misteri possiamo essere sicuri del fatto che Dio predestina i salvati al Cielo, ma non predestina nessuno all’Inferno. È questo l’errore di Giovanni Calvino e di altri riformatori protestanti, che di fronte al mistero della grazia hanno deciso erroneamente che l’Inferno poteva essere la volontà di Dio per certe anime. Non è affatto così!

La predestinazione è un argomento profondo che tocca molti aspetti della fede, e non si può spiegare in 3 minuti o 800 parole. Mentre lottiamo con questo mistero, possiamo comunque fare affidamento su queste sagge parole del Dottore della Grazia, Sant’Agostino:

Dio, che ti ha creato senza di te, non può salvarti senza di te (Discorso 169)

Dio è buono, e Dio è giusto. Può salvare una persona senza opere buone, perché Egli è buono, ma non può condannare nessuno senza opere malvagie, perché Egli è giusto (Contro Giuliano).

La sua misericordia ci precede in tutto, ma assentire o dissentire dalla chiamata di Dio è una questione di volontà (Lo Spirito e la lettera 34, 60)

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