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Come posso vedere Cristo nell’altro? con gli occhi della fede!

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Bikerider London/Shutterstock

don Luigi Maria Epicoco - pubblicato il 11/03/19

Come si può rimanere indifferenti davanti alla fame, alla sete, al dolore, alla solitudine, delle persone che ci vivono accanto? Gesù dice che è Lui stesso in ciascuno di loro, e ciò che avremo fatto o non fatto a questi fratelli più piccoli, l’avremo fatto o non fatto a Lui.

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna». (Mt 25,31-46)

Lo spoiler che il vangelo di oggi ci fa fare sul giudizio finale ci mette terribilmente in una situazione imbarazzante. Conoscendo perfettamente quali sono le domande su cui saremmo interrogati è possibile presentarsi impreparati? Nel mio mestiere di insegnante raramente perdo la pace e la pazienza con i miei studenti. Do sempre loro una grande porzione di fiducia preventiva. Penso che sono degli universitari e hanno il diritto a mostrare di essere diversi dai semplici adolescenti. Ma c’è un’unica situazione dove mi arrabbio moltissimo, e questo perché la delusione trasborda troppo: quando fanno scena muta davanti all’argomento a piacere. Se non hai nemmeno preparato bene un argomento che potevi scegliere liberamente, come posso io continuare ad avere fiducia in te? Qualcosa di simile mi sembra nel Vangelo di oggi. Sappiamo tutti su cosa saremmo giudicati, come possiamo continuare le nostre giornate e la nostra vita come se nulla fosse?Come si può rimanere indifferenti davanti alla fame, alla sete, al dolore, all’esclusione, all’emarginazione, alla solitudine, all’incomprensione delle persone che ci vivono accanto? Gesù dice che è Lui stesso in ciascuna di queste persone, e ciò che avremo fatto o non fatto a loro, l’avremo fatto o non fatto a Lui. “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Allora lo sgomento e la meraviglia prenderà sia i giusti che i malvagi, perché Gesù ci dice che entrambi diranno: “Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere?”. Perché si può essere le persone più buone al mondo, o le più cattive, ma quando si vede un fratello si vede il fratello e basta, nessuno ha il potere di vedere Cristo in loro. La fede ci aiuta a ricordarcene quando i nostri occhi vedono “solo” gente esclusa, e ai margini. (Mt 25,31-46)

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