Ricevi Aleteia tutti i giorni
Solo le storie che vale la pena leggere: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

“Dio, patria e famiglia. Che vita di mer..”. Lo slogan di Cirinnà non piace a nessuno

Monica Cirinnà,
Condividi

Paladina delle unioni gay, la senatrice si è presa le critiche di destra e sinistra. Lei si giustifica: non è contro la Chiesa, non ho il dono della fede, ma rispetto profondamente tutti i credenti

Oggi Monica Cirinnà sarà impegnata a presentare il suo libro sulle unioni civili in compagnia di Vladimir Luxuria a Tor Bella Monaca a Roma. Eppure di lei si sta continuando a parlare insistentemente non per il libro, ma per la foto postata su facebook che la ritrae orgogliosa con un cartello in mano: “Dio, patria e famiglia. Che vita di merda”.

La Cirinnà ha posato con lo slogan durante la manifestazione dell’8 marzo a Roma, in occasione della Festa della Donna, nel corso della quale è stato contestato il Disegno di legge Pillon (QUI IL TESTO) – che prende il nome del senatore che lo ha firmato per primo, il leghista Simone Pillon – e prevede un cambiamento nelle leggi sulle separazioni, sul divorzio e sull’affido condiviso dei minori, introducendo la figura del mediatore familiare, e la possibilità dell’abolizione dell’assegno di mantenimento sulla famiglia.

Leggi anche: Ma come funzionerebbe il nuovo affidamento condiviso?

Da Pillon a “Dio, patria e famiglia. Che vita de merda” c’è però un bel salto. Sopratutto se a sbandierarlo è una parlamentare non credente (un tempo lo era) e che ha fatto della battaglia a favore delle coppie omosessuali più di una ragione di vita.

Così si è giustificata

Cirinnà in queste ore si sta aggrappando ad ogni giustificazione possibile, poiché subissata di critiche da esponenti politici di destra e di sinistra per aver mostrato con orgoglio quel cartello che ironizza su concetti come quello di Dio, o della famiglia, che per molti sono tutt’altro che accostati ad una “vita di merda”.

Lei dice di aver fatto riferimento ad uno slogan «fascista». «La mia critica non va né alla Chiesa, né alla patria, né alla famiglia – afferma Cirinnà – con quella foto ho denunciato la ripresa di uno slogan fascista, criticando chi di quei tre concetti si fa scudo per creare un clima di discriminazione, oscurantismo e regressione culturale. E chi ancora oggi propugna un concetto di famiglia che non riconosce l’autonomia femminile e anzi opprime le donne. Sono convinta che chi tiene davvero a quei tre concetti sia il primo a volerli difendere da ogni strumentalizzazione medievale, e dunque abbia perfettamente compreso il messaggio, senza sentirsene offeso» (La Repubblica, 11 marzo).

Leggi anche: Duello in maschera: ddl Cirinnà e Family day

“Non ho il dono della fede…”

«Non ho il dono della fede – dice la senatrice Pd e relatrice della legge sulle unioni civili – ma rispetto profondamente tutti i credenti, senza mai averli blanditi con rosario e Vangelo per poi tradirne gli insegnamenti» (frecciata a Matteo Salvini, che in campagna elettorale si era presentato con un rosario, per poi affrontare il tema dei migranti in antitesi alle posizioni della Chiesa ndr).

«Sono una rappresentante del popolo italiano e credo che patria sia la comunità delle persone libere ed eguali, inclusiva accogliente solidale. Riconosco la bellezza della famiglia, tanto da aver lavorato per riconoscere tutte le famiglie di questo Paese», aggiunge Cirinnà (Il Giornale, 10 marzo).

Leggi anche: La Cirinnà fu sottoposta ad esorcismo ai tempi della scuola cattolica

 

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.