Aleteia
lunedì 26 Ottobre |
Santi Luciano e Marciano
For Her

"Volevate essere invisibili, ma vi ho viste bene: siete il nostro Gesù quotidiano"

SOPHIE, CANCER, NURSE

Children's Health | Youtube

Annalisa Teggi - pubblicato il 07/03/19

Una madre ringrazia le infermiere che hanno assistito sua figlia durante le cure per un cancro inguaribile: nella premura di custodire uno spazio di dolore alla famiglia, nella compagnia presente e silenziosa e nell'instancabile tenacia ha intravisto segni inequivocabili dell'abbraccio di Dio.

Anche se non è una notizia dell’ultima ora, la lettera scritta da una mamma di nome Shelby (si firma solo con il suo nome di Battesimo) riguarda uno scorcio quotidiano sempre attuale: la malattia e la vita tra le corsie di un ospedale. Ci sono reparti in cui si spera di non mettere piede, se capita la si vive come un’apnea da cui uscire al più presto. Eppure fa parte del vissuto quotidiano di tantissime famiglie e di altrettanti operatori sanitari stare lì dove il male colpisce duro. Come affronta ogni singola giornata chi lavora accudendo malati, magari piccoli, con poche speranze di guarigione?




Leggi anche:
Di fronte al dolore innocente non siamo mai impotenti: possiamo pregare!

Un amore più grande

Shelby e Jonathan sono i genitori di una bambina di nome Sophie, morta l’anno scorso dopo aver combattuto strenuamente contro un tumore invasivo e inguaribile. Ad appena due anni di vita la bimba scopre di essere stata aggredita da un Linfoma non Hodgkin a cellule T, seguono mesi di terapie pesantissime che non riescono a salvarle la vita.

Sulla tomba di Sophie i genitori hanno fatto scrivere: “Dio è più grande”. Questa voce detta il passo di come mamma e papà sono entrati nella via crucis della degenza ospedaliera e sono stati accanto alla loro figlia: con tutto il dolore possibile e immaginabile, ma con la finestra dell’anima aperta sul mistero di Dio, il cui disegno è indubitabilmente più grande anche quando ci sembra che l’orizzonte stritoli ogni nostra fibra.


MOTHER AND SON

Leggi anche:
Come guarda Dio i nostri figli disabili?

E’ dura trasferire tutta la quotidianità di una famiglia in una stanza di ospedale e viverci molti mesi, farne un luogo di intimità, riuscire a rendere credibile la speranza in mezzo a tubi, macchine, profilassi estenuanti. E poi essere circondati da altre famiglie disperate, magari vedere la morte in faccia nella stanza a fianco.

Durante la degenza Shelby ha tenuto un diario della malattia di Sophie su Facebook, spesso i suoi post riportano passi del Vangelo o dei Salmi. Si intuisce un dialogo intenso con Dio dentro l’inspiegabile sofferenza di accudire una figlia gravemente malata: la preghiera è assidua e c’è una chiarezza intensa sul fatto che l’amore del Padre non verrà mai a mancare. “Se io resisto accanto a Sophie, chissà di cosa è capace Dio, il cui amore è immensamente più grande del mio”.

Riuscire a dire grazie

In quella stanza d’ospedale dove Sophie ha combattuto la sua battaglia durissima c’erano altre figure di passaggio che vivevano l’evolversi della medesima storia con occhi diversi e partecipazione non meno intensa: i medici e le infermiere.


SUOR CHIARA ASSISI

Leggi anche:
Suor Chiara: anche il mio tumore è parte del centuplo promesso da Gesù

Shelby, dentro quell’inferno familiare, si è accorta di loro. Ha trovato il tempo di scrivere una lettera di ringraziamento al personale che si è avvicendato nelle cure. E’ questo lungo post pieno di gratitudine che ha riportato la storia di Sophie agli onori della cronaca mediatica negli ultimi giorni.

Cari Pediatri e Infermieri,
vi vedo. Sto tutto il giorno su questa poltrona e vi vedo. Fate di tutto per essere invisibili agli occhi miei e di mia figlia. Vedo il vostro capo che si piega un pochino se lei si accorge di voi e si mette a piangere. Vedo che provate in tutti i modi di quietare le sue paure e fargliele vincere. Vedo l’esitazione che avete quando le fate una puntura o le dovete togliere i cerotti. (da Sophie The Brave, Facebook)

La lettera prosegue ad annotare tutti i gesti di premura, che potrebbero passare inosservati. Sembra una sorta di nascondino: ti ho vista! Tana! Ma che gioco è? E’ una lode alla cura invisibile, alla presenza dimessa di chi fa il proprio mestiere con l’attenzione di non violare l’intimità altrui.




Leggi anche:
Mio figlio è morto, ma io alla Risurrezione ci credo!

Da una parte c’è una bimba che sa che l’arrivo dell’infermiera significa qualcosa di sgradevole, dall’altra c’è un’infermiera che è perfettamente cosciente di ciò e trova il modo di essere il più delicata possibile. Anche entrare in una stanza, che è quasi una casa di famiglia, è come varcare uno spazio intimo e sacro; non è scontato incontrare personale medico che abbia rispetto anche di questa dimensione e si adoperi per essere invisibile.

Voi dite “scusa” più volte di quanto la gente vi dica “grazie”. […] Per 12 ore al giorno mettete da parte tutto ciò che succede nella vostra vita e vi immergete nella cura di bambini molto malati e morenti. Controllate anche me, almeno quanto controllate mia figlia. Vi sedete e state ad ascoltare le mie divagazioni per decine di minuti, anche il telefono squilla e la lista di cosa da fare è lunga un miglio. […] Vi vedo stringere manine minuscole, cambiare lenzuola sporche, tradurre documenti medici ai genitori e asciugarvi le lacrime uscendo da una stanza particolarmente dura.

Un genitore trova risorse inimmaginabili per accudire un figlio, ma chi sceglie un mestiere che prevede il contatto quotidiano con la disperazione e sofferenza altrui da cosa prende forza?

  • 1
  • 2
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
cancrofiglimalattia
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
Gelsomino Del Guercio
Scomunicato Vlasic, ex padre spirituale dei v...
fedez don alberto ravagnani
Gelsomino Del Guercio
Fedez e don Alberto Ravagnani: confronto su s...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Padre Fortea exorcista
Francisco Vêneto
Il demonio e le chiese date alle fiamme: per ...
EVGENY AFINEEVSKY
Camille Dalmas
Come Afineevsky ha recuperato l‘estratto sull...
CARLO ACUTIS, CIAŁO
Gelsomino Del Guercio
Preghiera a Carlo Acutis con richiesta di una...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni