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Guida al digiuno in Quaresima per donne incinte, post-partum e che allattano

PREGNANT WOMAN
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La Chiesa ha cura della vostra salute e vuole che anche voi le diate la priorità

Quest’anno il Mercoledì delle Ceneri cade il 6 marzo, e i cattolici di ogni luogo si rivolgono a Google cercando di ricordarne le regole. Non preoccupatevi: è meno complicato di quanto sembri.

La Chiesa chiede a chiunque abbia più di 18 anni di astenersi dalla carne il Mercoledì delle Ceneri e i venerdì di Quaresima, e a chi ha tra i 18 e i 59 anni di osservare il digiuno il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. La Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti (USCCB) spiega qui come digiunare e cosa conta come carne.

E se siete incinte o allattate?

Su questo punto la Chiesa è assolutamente chiara: le donne incinte e quelle che allattano sono esentate sia dal digiuno che dall’astinenza.

Digiunare in gravidanza è sempre una cattiva idea. Anche il digiuno intermittente, quando si salta un pasto o due, è scoraggiato dai medici per le stesse ragioni per cui le donne incinte non sono mai incoraggiate a seguire una dieta rigida: non si sa se è sicura, e non è mai necessario.

La dottoressa Luiza Petre, cardiologa, nutrizionista ed esperta in perdita di peso, afferma che “la maggior parte dei medici trova che la ricerca sul digiuno durante la gravidanza sia decisamente inconcludente e che questo andrebbe evitato. Non c’è alcun avallo sanitario che possa essere concesso a una dieta durante la gravidanza, perché non è etico applicare la maggior parte delle diete alle donne incinte [a scopo di studio]”.

Se digiunare per un giorno mentre si allatta non dovrebbe influire sulla riserva di latte, è però possibile che influisca sul valore nutrizionale del latte materno. Uno studio sulle madri che hanno digiunato durante il mese del Ramadan ha evidenziato che “anche se la crescita infantile e il contenuto a livello di macronutrienti del latte materno non erano pregiudicati, i livelli di vari nutrienti nel latte materno (zinco, magnesio e potassio) erano diminuiti, e lo status nutrizionale delle donne in allattamento era stato intaccato”.

Leggi anche: Il primo Filet-o-Fish di McDonald’s è stato una risposta al digiuno quaresimale

E le donne che hanno partorito da poco?

Se avete appena avuto un bambino ma non allattate, le regole sono meno chiare ma comunque piuttosto esplicite. La USCCB dice che oltre alle donne incinte e che allattano, sono escluse dal digiuno e dall’astinenza anche “le persone malate a livello fisico o mentale, incluse quelle che soffrono di malattie croniche come il diabete… In tutti i casi dovrebbe prevalere il buonsenso, e le persone malate non dovrebbero mettere ulteriormente a rischio la loro salute digiunando”.

Aver partorito da poco è equiparabile a una malattia? Solo la madre può pronunciarsi al riguardo. Il parto ha conseguenze diverse su ogni corpo femminile, e non esiste uno standard universale per dire quando è finito il periodo post-partum. In base al fatto che il parto sia stato cesareo, si sia state sottoposte a tagli o ad altre ferite alla nascita, si stia vivendo la depressione post-partum o centinaia di altre variabili, solo la donna può dire quando è tornata al pieno delle proprie condizioni nelle settimane e nei mesi successivi al parto.

Più cattolici del Papa?

Se siete scrupolosi o insicuri, c’è un vecchio detto che vale la pena di tenere a mente: “Non bisogna essere più cattolici del Papa”. Ci saranno sempre persone che pensano di potere – o di dovere – fare più di quello che richiede la regola. La scelta sta ovviamente a noi, e se ci sentiamo chiamati a fare di più vale la pena di parlarne con un direttore spirituale o un sacerdote di fiducia. Non bisogna pensare, però, che visto che si riesce a digiunare lo si debba fare per forza.

Le regole non dicono: “Non devi digiunare se sei incinta, ma se fossi veramente una brava cattolica dovresti farlo comunque”. Dicono solo “Sei esentata”. La Chiesa ha a cuore la nostra salute, e prevede queste esenzioni per una ragione. Non c’è niente di rilassato o di egoista nell’ascoltarla.

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