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Non stare sempre a lamentarti per ciò che non va, ma guarda tutte le cose belle che il Signore opera nella tua vita

di Chiara Amirante

Nel mondo contemporaneo spesso incontriamo alcune persone critiche, sempre lì col dito puntato, a giudicare tutto e tutti, passando il tempo a dire come gli altri dovrebbero essere o come fare le cose.

Il Vangelo di questa domenica (Luca 6,39-42) ci porta a mettere a fuoco l’atteggiamento di chi continua a giudicare gli altri e ci rivela come questo atteggiamento porti a una cecità vera e propria del cuore.

Quando cammino secondo la carne, l’abitudine nel relazionarmi con gli altri, con me stesso e spesso perfino con Dio è quasi sempre quella del critico: sono capace di arrabbiarmi anche con Dio perché non ha fatto ciò che io ritenevo fosse bene per me.

Qualunque sia il ruolo, la missione, la vocazione che ho, la potrò vivere in pienezza solo se imparo a essere un contemplativo. Solo se mi lascio guidare da Dio, allora posso guidare gli altri. Sarò un prodigio del Signore se sono un contemplativo. Più vivo in preghiera, più ho luce per scoprire che tutto è dono, tutto è grazia, tutto è meraviglia e allora la preghiera di lode non è più un esercizio, ma è un canto continuo dell’anima.

Il contemplativo si sorprende, si meraviglia, vede certamente il negativo là dov’è, ma sa scorgere sempre quel misterioso filo d’oro che il Signore intesse anche nella situazione più drammatica per farne qualcosa di bello.

Chi conosce un vero contemplativo resta colpito dalla sua luce: arriva lui e ti sembra che entri il sole. È come un bambino, dice: «Grazie!» anche centocinquanta volte al giorno; ti guarda sorpreso, incantato, sembra che stia vedendo la cosa più bella del mondo. Vede un fiore e si illumina, perché vede il mistero di bellezza che c’è oltre ciò che appare; anche in un fratello sfigurato, sfregiato, piagato vede il suo Cristo e lo contempla.

Rendi grazie al Signore e agli altri, entra nello stupore, non stare sempre a guardare ciò che non va, ma guarda tutte le cose belle che il Signore opera e che spesso noi stolti, ciechi, non vogliamo guardare.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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