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Durante le estasi Santa Teresa d’Avila ha visto i morti nel Purgatorio

TERESA OF AVILA
Santa Teresa d'Avila
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Ecco le parole riportate negli scritti della santa

Questo colosso della civiltà cristiana di tutti i tempi, al secolo Teresa de Cepeda y Ahumada, crebbe nel clima moralmente severo della Spagna della Controriforma . L’Europa cattolica usciva dalla sfida di Lutero, il monaco agostiniano che, nel 1717, con le 95 tesi affisse alla porta della Chiesa di Wittemberg, sferrò un duro colpo allo statuto politico-dottrinario del Cattolicesimo : un attacco messo a segno con fede e convinzione individuali nel tentativo polemico di riportare la Chiesa alla purezza evangelica delle origini.

Teresa, nata il 28 marzo 1515 nella città di Avila, era la terza di nove figli, a cui se ne aggiungevano altri tre nati da un precedente matrimonio del padre. Avila, una bella città della Castiglia-Leon che con la sua antica storia e con le sue belle mura turrite di medievale fattura, dopo aver assaggiato il brando nordico dei Visigoti e le scimitarra dei Musulmani, e dopo aver sperimentato le rappresaglie della Riconquista voluta dal cristianissimo re Alfonso VI, godeva ai tempi di Teresa di una relativa tolleranza religiosa. Da bambina Teresa, di carattere già forte e autonomo, manifestò subito quelle istanze di trascendenza che la spingeranno in seguito a cercare nell’unione mistica il senso profondo dell’amore per il Cristo ; un amore che è sete di assoluto, e che farà di lei una personalità imprescindibile dell’Occidente : non solo sotto il profilo religioso, questo è scontato, ma anche e soprattutto, e qui sta la ricchezza e la complessità del personaggio, sotto quello letterario e intellettuale a tutto tondo.

SAINT TERESA OF AVILA
Public Domain

Un giorno Teresa insieme al fratellino Rodrigo, suggestionata forse dalle tante letture nelle quali segretamente sprofondava, impressionata dagli esempi delle vite dei santi e dei martiri affascinata da un certo gusto per l’avventuroso che le veniva dall’ammirazione per le gesta del Cid, dei paladini cristiani narrati dai poemi epico-cavallereschi di cui era assidua lettrice (si ricorda che la Spagna era stata da poco riguadagnata al Cristianesimo grazie a una lunga serie di campagne militari, vere e proprie operazioni di “bonifica”, miranti a liberare la penisola iberica dalla dominazione musulmana), scappò di casa.

La cosa fu solo una ragazzata: presto lo zio la ritrovò nascosta nelle vicinanze, intenta a fabbricarsi con le pietre, improbabili eremi che puntualmente franavano, come se la fede della sua tenera età non fosse cemento ancora sufficiente a serrare la roccia delle loro aspirazioni. Ma Dio aveva altri progetti per la piccola Teresa, il viaggio della sua anima era appena cominciato. Teresa d’Avila non smetterà mai di cercare Dio; come una Diana cristiana, come una vergine cacciatrice (del resto il suo nome in greco significa proprio questo: “cacciatrice”) del Cristo Risorto, che ha caricato il suo arco delle freccia della fede: e quella stessa freccia, nell’iconografia che la riguarda, le verrà restituita fiammeggiante nel petto in un mistero che non trova risposta.

Teresa perdette la sua mamma quando aveva dodici anni e allora chiese alla Madonna di essere Lei la sua mamma da allora in poi. Teresa entrò ben presto nel Monastero delle Carmelitane di Avila dove condusse però, una vita monastica alquanto mediocre. Dopo 18 anni la vista di una statua di Gesù flagellato la colpì talmente che subito fece voto di convertirsi e lo fece anche. Essa si sentì immediatamente e del tutto penetrata dalla presenza di Dio. Incominciò una veloce salita mistica ; visioni sopra visioni le rivelarono i misteri della Fede. Teresa considerò una delle più grandi grazie una delle visioni nella quale Dio le fece vedere l’Inferno e il posto che sarebbe stato riservato per lei, se essa avesse continuato nella tiepidezza e superficialità di prima.

Ora la prese completamente un fuoco divoratore per l’infinito desiderio di preservare le anime da questo abisso. Essa si sentì subito attratta ad osservare l’antica regola carmelitana in tutto il suo rigore, e non solo personalmente, ma anche per quelle persone che si sarebbero volute unire a lei.

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