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“Sotto le coperte stringo le braccia sul cuore e ti sento proprio lì con me”

OLD, MAN, WRINTING
Lena Evans | Shutterstock
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Aldo ha 90 anni e Giordana 86, sono sposati da più di sessant'anni. I problemi di salute li hanno costretti a risiedere in due case di cura distinte e lontane, così si scrivono lettere d'amore.

Aldo e Giordana non hanno nulla da invidiare a Romeo e Giuletta, o a Renzo e Lucia. Qualche bravo scrittore contemporaneo dovrebbe prendersi la briga di mettere nero su bianco la loro storia e consegnarla alla memoria dei posteri. Tra qualche decennio, poco più o poco meno, i nostri coinquilini di pianeta scandiranno la parola “ma-tri-mo-nio” scuotendo la testa. Che cosa sarà mai? – si chiederanno incuriositi dalle abitudini strane dei loro predecessori.

Ti risposerei altre mille volte

Insieme per tutta la vita? Già oggi pare assurdo. Aldo Volpini sposò sua moglie Giordana Morigi a 23 anni; oggi lui ne ha 90 e lei 86.

Più di sessant’anni insieme, senza ricevere la benedizione di un figlio. Non si sa molto più di loro se non che galeotta fu una vacanza di Giordana, originaria di Ravenna, a Montecatini dove incontrò Aldo, originario di Pescia, e poi da lì si trasferirono in Romagna, dove hanno attraversato le burrasche e le gioie della vita a braccetto. Fino allo scorso dicembre.

Per loro Don Rodrigo si è presentato con la veste degli acciacchi dell’età: a causa di una caduta il marito si è rotto un femore e, dopo un intervento e relativo ricovero ospedaliero, è stato trasferito in una casa di riposo di Forlì, adatta ad assisterlo per le sue necessità. Nel frattempo la moglie, dopo averlo salutato di persona in ospedale a metà dicembre, è stata accolta da una casa famiglia del ravennate, perché anche lei non più in grado di essere autosufficiente.

Nessun parente in grado di portare l’uno in visita dall’altra, nessuna dimestichezza coi mezzi di comunicazione moderni, insopportabile la distanza.

Allora Aldo, vero galantuomo d’altri tempi, ha preso carta e penna e ha cominciato a scrivere alla sua Giordana. Che ha risposto entusiasta, con un stile affettivo tutt’altro che antiquato, anzi con qualche tocco di velatissimo erotismo che fa impallidire la sciatteria delle Cinquanta sfumature… :

Aldo mio adorato, vorrei dirti tante cose buone, ma sono certa che tu le immagini perché la situazione e le preoccupazioni sono simili. Sento la tua presenta continuamente accanto a me. Il contenuto delle lettere non riesce a esprimerti quanta pena vivo in questa situazione così precaria, speriamo che la provvidenza non ci abbandoni, ora ne abbiamo davvero bisogno. Ti seguo sempre col pensiero e ti mando tutto il mio grande affetto, lo sai vero quanto bene ti vuole la tua Giordanina? Tra poco vado a letto, questo è uno dei momenti più tristi. Sotto le coperte stringo le braccia sul cuore e ti sento proprio lì con me, ti racconto tutte le mie sensazioni e ti dico tutto il bene che ti voglio. (da Ravenna Today)

HOLDING HANDS
Per Swantesson | Stocksy United

A queste parole Aldo ha replicato che la risposerebbe altre mille volte. Testimone di questa storia bellissima è la figlia di una signora ospite della medesima casa di cura di Aldo che ha visto il carteggio tra i due rimanendone commossa. Questa storia d’amore avrà un lieto fine, a dispetto della preferenza moderna per gli epiloghi nichilisti e tragici: finite le cure di riabilitazione, Aldo raggiungerà Giordana ai primi di marzo nella casa famiglia di Ravenna.

Saranno rose e fiori per loro anche se sarà dura, perché le loro pensioni non bastano a coprire la retta. La provvidenza, invocata da lei, non mancherà di manifestare la sua presenza puntuale accanto a chi sta tuttora testimoniando una fedeltà amabile, che adombra quella ancora più incrollabile del Padre. E’ la nostra preghiera.

Il compasso

Per dire qualcosa di non miseramente zuccheroso su questi due instancabili innamorati forse bisogna scomodare la geometria. Tanti discorsi bellissimi e profondissimi sul matrimonio come sacramento che osa incatenarsi all’eternità risultano difficili da far penetrare nella quotidianità di due giovani sposi del Duemila, circondati dalla tentazione di mille altri legami più liquidi.

L’amore contemporaneo scomoda il simbolo matematico dell’infinito per farsi tatuaggi, ma poi tira una riga nera su mesi o anni di affetto affidandosi alla calcolatrice del divorzio breve. Due anziani malati e sposati da oltre sessant’anni che non tollerano una lontananza di due mesi sono alieni.

Appartengono al regno degli amanti di John Donne, che li immortalò nell’immagine delle aste di un compasso. Solo un folle poeta inglese del ‘600 poteva scrivere qualcosa di romanticissimo e ragionevole scomodando l’aridità di uno strumento per fare cerchi perfetti. Eppure, la cosa ancora più notevole del compasso è che identifica un centro e ne fa il motore di un viaggio in cui una delle due aste, anche allontanandosi tantissimo, resta sempre piegata verso l’origine.

Così sono due anime che si sposano e costruiscono una casa; non sono due righe parallele che viaggiano insieme ma ciascuna per conto suo; non sono due rette incidenti che si scontrano e poi divergono; sono un girotondo intorno a un asse.

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