Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 11 Aprile |
Sabato dell'Ottava di Pasqua
home iconFor Her
line break icon

Vi racconto mia figlia Anna e la profezia di Madre Teresa di Calcutta

Buone notizie secondo Anna

Silvia Lucchetti - pubblicato il 27/02/19

Imparare a convivere con gli sguardi

Guido nascosto dietro gli occhiali da sole si “diverte” ad osservare le reazioni delle persone che li incontrano passeggiando con Anna.

“Le tipologie erano le più diverse. C’era lo «sguardo tergicristallo» di chi, non appena si accorgeva della sindrome di Down, iniziava il balletto: uno sguardo ad Anna, uno a noi, uno ad Anna, uno a noi. Al terzo o quarto giro la tentazione di dire «Sì, è Down!» era fortissima, ma di solito la risolvevamo con un sorriso. Davanti al sorriso normalmente il «tergicristallo» si bloccava per ricambiare o, molto più frequentemente, appoggiare lo sguardo sulla prima vetrina a portata di occhi, fosse stata anche quella di una ferramenta. Un’altra categoria erano gli «urli di Munch». A volte, per quanto una persona si sforzi di nasconderlo, il terrore che la attraversa, risvegliato da chissà quale vissuto o paura, è difficile da nascondere. Una categoria invece apparentemente più discreta, ma forse più giudicante, erano i «ma lo sapevano prima o lo hanno saputo solo alla nascita?». Poi c’erano i «poverina», i «che bravi». E infine i semplici sorrisi, che da sempre sono quelli che preferiamo”.

“«OOOOOOH» tirando fuori la lingua e sorridendo alla pioggia”

All’età di tre anni Anna è costretta ad affrontare un delicato intervento di cardio-chirurgia per una malformazione frequente nei bambini Down. Quando, dopo tante tensioni e momenti difficili passati nel reparto di Pediatria, si accingono finalmente a varcare la soglia dell’ospedale per tornare a casa, ecco che li accoglie la pioggia e i soliti sguardi indiscreti.

“In quel momento entrò dalle porte scorrevoli una coppia di mezza età. Guardarono Anna con il solito distaccato stupore, bisbigliando qualcosa. Mi avviai verso l’uscita andando loro incontro con il broncio, quasi volessi affrontarli. Poi Anna alzò la manina per salutarli: «O!» e contro ogni mia previsione, riuscì a strappare loro un sorriso e un solare «Ciao». Forse era la stanchezza, ma non avevo proprio voglia di convenevoli. Mi attardai ad aprire l’ombrello. Anna fu raggiunta al viso da qualche goccia e, alzando gli occhi al cielo, esclamò uno dei suoi migliori «Ooooooh!» tirando fuori la lingua e sorridendo alla pioggia e a tutto il nostro lamento. Ancora una volta il sorriso di Anna ci aveva indicato qualcosa di potente, ma di nascosto ai nostri occhi”.

“Quando un giorno aspetterai un figlio, qualsiasi cosa succeda, non avere paura!”

Il libro si chiude con il ricordo della profezia che tanti anni prima Guido aveva ricevuto da Madre Teresa di Calcutta, accogliendola distrattamente.

“La storia che ho raccontato in questo libro è nata da quella che può sembrare una profezia, ma in realtà è qualcosa di molto più semplice e altrettanto potente. Avevo diciassette anni, ero un ragazzino in piena tempesta ormonale, incazzato con il mondo e con Dio per la sua balbuzie. Quel giorno ho avuto la fortuna di incontrare madre Teresa di Calcutta che, sorprendentemente, mi disse: «Quando un giorno aspetterai un figlio, qualsiasi cosa succeda, non avere paura!» Sembrava una frase carica di banalità e anacronismo. A un ragazzo di diciassette anni tutto interessa tranne che un figlio. Ma le cose importanti sono così, si mimetizzano con le banalità quotidiane. E infatti quella frase fu squisitamente profetica perché, nel mio cuore, per ben sette volte, ha fatto tutta la differenza del mondo”.

Grazie Guido per averci fatto generosamente entrare nell’intimità della tua famiglia, aiutandoci così con grande semplicità ad aprire il nostro cuore alla bellezza della “diversità” presente nel mistero del disegno divino.


AMANDA BOOTH

Leggi anche:
Amanda Booth sulla copertina di Vogue con il figlio con sindrome di Down: che bello!

ACQUISTA QUI IL VOLUME

anna che sorride alla pioggia, cover libro,
Sperling & Kupfer
  • 1
  • 2
Tags:
figlipadresindrome di downtestimonianze di vita e di fede
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni