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La bambina frustata dai genitori che fa piangere tutta la Bolivia

BOLIVIA;
Twitter @ArceZaconeta
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Una situazione che provoca orrore e angoscia e rivela anche le carenze ospedaliere

Lacrime di impotenza e disperazione. È stata questa la reazione dei medici dell’Ospedale Pediatrico Mario Ortiz vedendo ciò che avevano di fronte, secondo quanto riferiscono in queste ore le cronache boliviane. L’indignazione è montata vedendo davanti ai propri occhi una bambina di tre anni picchiata e frustata.

I medici hanno messo subito la bambina su una barella, e sono così riusciti a vedere in modo più dettagliato i segni dei colpi che aveva ricevuto. Mentre osservavano quella scena atroce hanno anche scoperto un ematoma sulla testa della piccola, che ha richiesto un intervento d’urgenza.

Dopo l’operazione la bambina è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva per trascorrervi ore fondamentali per la sua sopravvivenza. Quando è arrivata in ospedale è stato detto ai medici che era caduta dal letto, affermazione rapidamente smentita.

Frustata dal padre con la complicità della madre

La Giustizia ha ordinato l’arresto dei genitori – l’uomo presunto autore delle sevizie e la moglie complice –, imputati provvisoriamente di tentato infanticidio.

“La Procura chiede la detenzione preventiva a Palmasola del padre per sevizie e della madre per complicità”, ha detto a El Deber il procuratore incaricato delle indagini, che tra le altre cose hanno rivelato che i genitori della bambina hanno cercato di nascondere la situazione addossando la colpa ai fratelli della vittima, ipotesi immediatamente scartata.

Il caso di questa bambina non è purtroppo isolato. Nel 2016 ha suscitato commozione la vicenda della piccola Abigail, morta dopo essere stata frustata dal padre con la complicità della matrigna.

“Il tuo incubo è terminato. Riposa in pace, angelo mio”, diceva uno degli innumerevoli messaggi diffusi sulle reti sociali in quell’occasione.

Carenze nel settore sanitario

Questo caso che indigna e suscita angoscia rivela anche una serie di carenze e necessità non assistite in alcuni ospedali locali, cosa che non è esclusiva della Bolivia e si verifica in altri Paesi dell’America Latina.

Dopo l’intervento sulla bambina, e di fronte alla necessità di un’ecografia, al neurochirurgo che l’aveva richiesta è stato detto che il macchinario era danneggiato – un altro passo falso in una situazione complessa che richiede di raddoppiare gli sforzi perché gli ospedali possano far fronte a tutte le necessità.

In questo momento, l’importante è che il caso atroce che vede coinvolta questa bambina non resti impunito e che la piccola possa recuperare presto la salute.

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