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L’amore è come una ricetta? Allora vi serve l’ingrediente segreto

COUPLE EATING DESSERT
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Perché nasca davvero l’amore bisogna che torniamo ad essere gratuiti, a non avere pretese sull’altro.

Ti ricordi quando avevi 5 anni? Quando incontravi bambini nuovi e dicevi: “Ciao come ti chiami? giochiamo insieme?”. Quell’anno ho avuto la possibilità di rivivere i miei 5 anni: “Ciao, mi chiamo Francesco, come ti chiami? Sono felice di conoscerti”. Semplice interesse, curiosità fine a stessa per l’altra persona. Ore ed ore ad ascoltare, osservare, imparare. Gratuità, cioè senza volerne ricavare nulla per me. Per quanto una ragazza potesse piacermi, il mio codice mi diceva che il massimo che potevo fare era conoscerla. Punto. Nessuna aspettativa. Nessuna pretesa. (Chiaramente avrei potuto anche conoscere un sacco di ragazzi… ma niente, mi interessavano troppo di più le ragazze!).

In quell’anno ho camminato tanto, ho risolto il nocciolo duro dei miei vuoti affettivi (vedi appunto l’ex) e alla fine dell’esperienza avevo conosciuto tantissime persone in maniera bella, pulita e gratuita. Se la relazione è gratuita, entri subito in profondità, cadono le maschere di apparenza perché non devi sembrare nessuno, non devi far finta di farcela. Quello che ti rimane è una serie di relazioni belle, profonde e vere. Hai presente quando ti dicono: “l’importante è essere se stessi”. Ecco. Nella gratuità tutto questo diventa 10x più facile, diventa naturale.Le relazioni attorno a me erano pulite e trasparenti. E già questa è una cosa meravigliosa. La conseguenza incredibile di tutto questo però è stata che quando arrivò il momento di riaprirsi all’amore, il mio cuore ha puntato dritto verso una persona. Quella persona ora è mia moglie.

La crocerossinagine non è gratuità

Ho scritto a chiare lettere l’importanza di relazionarsi in maniera gratuita. A questo punto desidero chiarire una cosa importante: gratuità vuol dire spendersi per l’altro senza sperarne nulla in cambio (Lc 6,35). Vuol dire dare se stessi e accogliere l’altro per quello che è. Ma non vuol dire accollarsi gli altri o salvare gli altri. Non vuole dire risolvere problemi. Non vuol dire amare, anche se lui/lei non mi ama (poi un giorno capirà… seeee). Non vuol dire fare questo o quello per cambiare l’altro (in meglio! … seeeee).

Questa si chiama crocerossinagine ed è una piaga, una piaga orrenda, presente soprattutto nel gene Y: “lo amo, anche se è un grandissimo str#*Z0 e mi tradisce, perché non ne posso fare a meno”, “lo salverò perché a me si è affidato” (e chi sei? la serva de Jahvè de noartri??).

Gratuità è non cambiare l’altro.

Gratuità è non salvare l’altro (solo Dio salva!).

Gratuità è semplicemente avvicinarsi ad un’altra libertà per l’amore di stare vicino a questa libertà, conoscersi e fare un tratto di strada insieme, fino a dove? Non si sa, nessuna aspettativa.

Gratuità è anche assenza di giudizio. Avere un atteggiamento gratuito ha come presupposto l’eliminazione del giudizio nei confronti di chi incontriamo. Perché se sei prevenuto, se hai dei preconcetti nei confronti di quella ragazza, mai potrai conoscerla veramente. Hai presente il tuo amico che si è sposato la piú antipatica del vostro gruppo? Un giorno magari ha scoperto che oltre a quell’atteggiamento insopportabile c’era una donna capace di amare. Eliminare il pregiudizio e il confronto sono il punto zero per una conoscenza libera e gratuita.

La gratuità è un’arte, un’arte che va praticata ed esercitata in ogni aspetto della nostra vita. La persona gratuita emana un odore, un profumo di bellezza irresistibile. Una luce di bellezza ineguagliabile. Ed è quindi chiaro che trucco, parrucco, tacco, pettorale e panza passano molto indietro come importanza…

La gratuità attrae, è magnetica.

Essere gratuiti è bello. Va contro tutte le logiche di mercato. È fuori-schema e ti dona libertà… quella che tanto desideri.

Ora tocca provare per credere.

Buon cammino!

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

 

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