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Lombardia: cani e gatti si possono seppellire al cimitero. I bambini abortiti? Dipende

DOG GRAVE

Di psychocy- Shutterstock

Paola Belletti - pubblicato il 26/02/19

Le modifiche alla legge regionale del 2009: uno schiaffo alla dignità della vita umana. Eppure il Pirellone si era acceso in difesa dei più piccoli: per Charlie Gard e durante il Family Day.

Le modifiche proposte alla legge regionale del 2009

La prima firmataria delle modifiche proposte alla Legge Regionale n. 30 del 2009 è Simona Tironi, Forza Italia.

Così si legge sul sito di Regione Lombardia, cercando nell’elenco generale degli atti:

PDL 36 – “MOdifiche e integrazioni alla L.R. 30 DICEMBRE 2009, n. 33 “testo unico delle leggi regionali in materia di sanità”: abrogazione del capo III “Norme in materia di attività e servizi necroscopici, funebri e cimiteriali” del titolo VI e introduzione del titolo VI bis “Norme in materia di medicina legale, medicina necroscopica, polizia mortuaria, attività funebre”.

Viene proposto un intero capitolo nuovo, denominato Titolo VI bis al posto del Capo III, abrogato. La materia trattata sono i servizi resi alla persona dopo la sua morte. Ci sono norme che garantiscono un tempo di osservazione adeguato a rilevare eventuali segni di vita; indicazioni per il decoro; la garanzia di spazi adeguati per i parenti del defunto affinché possano vivere il momento del distacco in maniera degna.

Viene regolamentata l’attività delle imprese fornitrici dei servizi funebri, sulle quali aumenta la vigilanza per evitare o respingere infiltrazioni malavitose e abusi. Anche i lavoratori del settore vengono presi in considerazione.

I firmatari della proposta di modifiche provengono da Lega (tre) e dal Movimento 5 stelle, due. Sono Emanuele Monti (Lega), Marco Fumagalli (M5S), Luigi Piccirillo (M5S), Monica Mazzoleni (Lega), Selene Pravettoni (Lega). Dotandosi di un po’ di tempo e pazienza sul sito di Regione Lombardia è possibile risalire ai documenti in questione e alle modifiche proposte con tutti i passaggi fino ad ora compiuti.

Questa la cornice della vicenda.

Ma saprete già quali siano i due punti salienti da come e quanto sono rimbalzati su giornali e social media. I temi critici riguardano gli animali di affezione da una parte e i “prodotti del concepimento” dall’altra.

I feti abortiti si devono seppellire o no? Dipende dalla donna

Per i primi si registra un avanzamento (incombe la necessità di chiedersi verso dove!), per i secondi torna in cattedra il principio indiscutibile eppure sempre più discusso della volontà della donna. Potremmo dire che solo a lei spetti emettere una sentenza tombale ma non faremmo ridere nessuno. Se la donna lo richiede allora il feto, il bambino nato morto entro le 20 settimane di gestazione, può essere seppellito.




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Fino a queste modifiche, la Lombardia vantava (si macchiava, per alcuni) di una normativa a favore della dignità del bambino in ogni momento della sua presenza qua, giuso intra i mortali. Anche se abortito volontariamente, anche se lasciato in ospedale e non richiesto come piccola pietosa salma, le istituzioni si facevano carico della sua degna sepoltura.

Ora possono, ma non devono. Anzi, non devono se la donna non vuole. Se la donna dice di no, è no. Così chiede l’emendamento proposto dal PD e approvato all’unanimità. Lo si può leggere a conclusione del comma c) dell’articolo 75, alla voce “Cimiteri e spazi per i funerali”.

Il comune dà sepoltura:
a) ai cadaveri dei propri residenti e delle persone morte nel territorio del comune, anche se non residenti; b) ai cadaveri di aventi diritto al seppellimento in sepoltura privata esistente nel comune stesso; c) ai nati morti e prodotti del concepimento, il cui parto o aborto sia avvenuto in struttura sanitaria sita nel territorio comunale; d) dalle parti anatomiche riconoscibili, derivanti da interventi avvenuti in struttura sanitaria sita nel territorio comunale; e) alle ossa, ai resti mortali e alle ceneri derivanti da cadaveri di cui alle lettere a), b), c) e d).

Al comma c) dove si parla della sepoltura dei nati morti e dei prodotti del concepimento (così dovrebbero essere nominati solo i feti sotto le 10 settimane di gestazione) si specifica una cosuccia che però cambia tutto.

esclusivamente su esplicita richiesta della donna o di chi è titolato alla decisione ai sensi degli artt. 12 e 13 della Legge 194/78.

Se il concepito non è persona allora non va nemmeno seppellita: conseguenza logica e tragica di una menzogna

Ed è, questa modifica, tragicamente coerente con l’impianto di falso diritto che sostiene la pratica dell’aborto e tutta la mentalità che vi ruota attorno. Se posso abortire il figlio è perché ritengo che non gli si debba riconoscere dignità di persona, altrimenti si tratterebbe di omicidio; e se non è persona non va nemmeno seppellita. (Capita invece che donne che sono ricorse all’interruzione volontaria di gravidanza poi trovino un qualche conforto potendo dare degna sepoltura al figlio).




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Inutile: o siamo persona umana da subito (sebbene in fase di sviluppo) o non lo siamo mai. O meglio lo siamo a discrezione del potente di turno; che di solito diventa anche l’utente dei beni che si possono estrarre dalla non persona abortita. Ma questa è un’altra storia.

La firmataria della legge ha sottolineato sui giornali il grande rispetto che nutre per la vita umana, dal concepimento alla morte naturale e inorridisce all’idea dello smaltimento dei feti come rifiuti speciali.  Siamo di fronte ad una fake news, assicura. Inorridisca pure, e ci lasci credere alla sua buona fede (?) accompagnata però, ci consenta, ad una ben più scadente coerenza logica.

Non è dire il falso che i feti saranno comunque seppelliti se invece questa pratica pietosa è stata vincolata esclusivamente alla volontà della donna?

Eppure su la Cronaca di Cremona, come si legge sul profilo Facebook della stessa esponente di Forza Italia, Simona Tironi dice in un virgolettato:

L’emendamento proposto dal PD non implica che per i Comuni venga meno l’obbligo di sepoltura per i feti. Su questo punto tutto rimarrà come oggi: in caso di mancata richiesta di sepoltura da parte della donna, gli embrioni fino alla ventesima settimana, saranno comunque posti in apposite aree cimiteriali. Affermare che queste creature saranno considerate “scarti ospedalieri” è un’autentica bufala che mi ha molto addolorato. Da donna e da madre nutro un profondo rispetto nei confronti della vita umana  dal primo istante fino alla morte naturale. Con questo provvedimento abbiamo voluto dare ancora più dignità alla figura della madre. (vedi profilo Facebook Simona Tironi)

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