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Come vivere innamorati

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padre Carlos Padilla - pubblicato il 26/02/19

L'amore umano può portare in cielo o rendere la vita un inferno. A voi la scelta

Perché tante volte fallisco in amore? Perché si spezzano quei legami che un giorno ho creduto tanto solidi? Mi fa paura ferire amando, e odiare dopo aver amato. Com’è possibile?

Sogno un amore che non si raffreddi. Un amore che non si adagi nella routine. Desidero un amore innamorato.

L’amore del padre nei confronti del figlio. Della madre per il figlio. Dei fratelli. Degli amici. E non scelgo il sangue che condivido. Ma torno a scegliere ogni mattina chi amo e come lo amo.

Perché l’amore che non viene curato si spegne. Un amore di dettagli, di routine sacre, di gesti preziosi.

Un amore quotidiano, santo, profondo e gioioso. Un amore innamorato. Che torni a ridere pensando all’amato. Solo un amore di questo tipo evoca l’amore che Dio nutre per me.

L’amore umano mi può portare in cielo o rendere la mia vita un inferno. E scelgo come vivere l’amore che ricevo. E cosa fare dell’amore che nasce nella mia anima ferita.

Desidero un amore generoso, grande, senza barriere. Un amore gioioso. Perché se chi mi ama non mi fa ridere, non so se mi renderà mai felice.

Dice Papa Francesco: “Nel matrimonio è bene avere cura della gioia dell’amore” [1]. Una gioia sana e costante. Una gioia che si coltiva in modo creativo.

Un amore che non si conforma a ciò che ha già conquistato. Che vuole sempre di più. Che è sempre disposto a dare di più. È questo l’amore che desidero.

Un amore che non passi. Un amore che porti dentro di sé il seme dell’eterno. Dio lo ha seminato. Dio semina in me una capacità di amare illimitata.

A volte diffido dell’amore quando sono stato ferito. E mi costa perdonare le offese, mi costano il disprezzo e l’oblio. E vivo mendicando amore da chi non può amarmi.

Voglio che i miei amori umani mi trascinino in cielo, come lacci umani che Dio tira perché non sfugga. L’amore umano che con i suoi limiti mi insegna quanto Dio mi ami.

Divento responsabile di quello che amo, di chi amo. Non prometto amore in modo irresponsabile. Mi lego liberamente.

E quando lo faccio prendo sul serio le parole che pronuncio. Voglio amare dalle viscere. Con il corpo, con l’anima. In modo totale, senza egoismi. Rendendo realtà ciò che prometto. È l’amore che sogno. Vivere innamorato.

[1] Papa Francisco, Esortazione Amoris Laetitia

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