Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Dipendenza da smartphone? La gratitudine permette di ridurla, parola di psicologa

PHONE
Shutterstock-Marcos Mesa Sam Wordley
Condividi

Il nesso fra gratitudine e dipendenza da telefono non è evidente a prima vista, bisogna riconoscerlo. Eppure coltivare ogni giorno la gratitudine si rivela mezzo efficace per lottare contro quei piccoli “shottini di piacere” che app, notifiche e messaggi provocano in noi. Ce lo spiega Jliette Lachenal, psicologa.

Pensata e voluta dall’industria del Web, la dipendenza da smartphone è – secondo Juliette Lachenal – il male del secolo. Psicologa e psicoterapeuta, fondatrice di PepPsy, un programma di video-coaching, Lachenal constata l’impatto dello smartphone sul suo modo di stare al mondo. E mette in guardia contro

una dipendenza che impedisce di essere efficaci sul lavoro, che impedisce di essere presenti a ciò che si fa, che impedisce di approfondire le relazioni umane, che impedisce una vita interiore.

Secondo lei, questa dipendenza diventa patologica quando ha conseguenze sulla vita professionale, famigliare, professionale: impazienza, irritabilità, tristezza, esclusione… Ecco perché invita a sconnettersi dallo smartphone con l’ausilio di una pratica sana, naturale e positiva: la gratitudine.

Una chiave per lottare contro la smartphone-dipendenza

Come si diventa dipendenti da smartphone? Esiste una risposta di ordine biochimico: la dopamina, chiamata anche “ormone del piacere”, provata dall’arrivo di messaggi, di notifiche o altro, eccita il cervello e genera uno stato gradevole benché di breve durata. Donde, talvolta, il controllo sistematico e complessivo dell’apparecchio. Il problema è che quest’overdose di piacere aumenta nel lungo periodo lo stress e dunque il malessere.

Secondo Juliette Lachenal, per diminuire questo stato di stress bisogna anzitutto aumentare il benessere, per poter quindi agire sulla fonte di dipendenza che dello stress è responsabile.

Ed è lì che entra in gioco la gratitudine. Perché prima di cercare di limitare l’uso del telefono è necessario riempirsi di cose belle. E imparare a riconoscere e a gustare il bello della vita: imparare a ringraziare – questo contribuisce ad aumentare il benessere.

Da una parte la gratitudine aumenta la capacità di trovare la gioia nel presente, cosa che contribuisce a ridurre la voglia di impugnare lo smartphone; d’altra parte, poiché essa provoca la secrezione di serotonina (l’“ormone del benessere e della felicità”), il bisogno di certi “shottini di piacere” diminuisce. Chimicamente parlando, quando il nostro cervello secerne più serotonina, ha meno bisogno di dopamina – dunque meno bisogno di smartphone.

La “battaglia” fra i neurotrasmettitori non si ferma lì. È più facile “vincere” coltivando la gratitudine perché gli effetti generati dalla serotonina sono più durevoli di quelli che vengono dalla dopamina. I benefici della gratitudine perdurano, laddove i piaceri conseguiti immediatamente apportano la loro dose di stress. Ecco perché la gratitudine è un’arma efficace.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.