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Papà Brett malato di tumore fa in tempo a conoscere la figlia appena nata e poi muore

Brett Kinloch;Nicole Kinloch

Brett Kinloch/Facebook page

Silvia Lucchetti - pubblicato il 21/02/19

Brett Kinloch è morto a 31 anni poche ore dopo aver conosciuto la sua terza figlia. Le sue ultime parole sono un inno alla speranza: "Tutto andrà bene… le cose saranno diverse, ma andranno bene lo stesso".

Ha aspettato che la sua terza figlia Ariya nascesse, l’ha tenuta in braccio e poche ore dopo è morto (Corriere).

Un matrimonio, due figlie e un tumore al cervello

La storia di Brett e Nicole Kinloch di Linslade comincia nove anni fa; i due sono entrambi insegnanti: si conoscono, si innamorano e si sposano. Dalla loro unione nasce Freya, che ha 4 anni e poi Ella di diciotto mesi. Che gioia! Nel 2015 però Brett scopre di essere malato di un tumore al cervello. Stravolgimento, impotenza, paura. Questa dolorosa prova, questa tempesta improvvisa però non toglie alla coppia la voglia di amarsi, di sperare, di credere nella vita, di allargare il cuore per accogliere un altro figlio. E infatti Nicole resta di nuovo incinta. 

Nasce la terza figlia ma Brett è in terapia intensiva

L’11 febbraio 2019 viene alla luce in anticipo Ariya, ma papà Brett non assiste al parto: non è lì a stringere la mano di Nicole, ad incoraggiarla, a sudare emozionato, a piangere, a scattare le prime fotografie. La sua salute in poche ore si è aggravata e perciò si trova ricoverato in un altro ospedale, al Milton Keynes Hospital. 


BAILY COOPER WITH HIS SISTER

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Nicole corre in ospedale con la neonata per farla conoscere al marito

Così Nicole partorisce da sola e poco dopo, con la piccola appena nata, grazie al sostegno e alla collaborazione dei medici, parte in fretta per raggiungere il suo Brett: c’è un incontro speciale che spera avvenga, quello di un padre con la sua terza figlia. E dopo gli accertamenti di routine arrivano 50 minuti dopo il parto le agognate dimissioni: così Ariya dal reparto maternità di Luton parte per il suo primo viaggio con la mamma e una zia che le accompagna direzione papà. 30 chilometri di autostrada, di preoccupazioni e paure, con il timore di non fare in tempo, e il cuore in gola. Finalmente arrivano nel reparto di terapia intensiva:

«Non c’è dubbio Brett ci ha aspettato (…) Gliel’ho messa vicina al volto, gli ho preso la mano e l’ho fatta passare tra i suoi capelli» ha detto Nicole (Ibidem)

“Brett ci ha aspettato”

Un padre e una figlia si sono conosciuti e detti arrivederci nello stesso momento, perché Brett tre ore dopo aver tenuto tra le braccia la sua bambina è morto. Lui ha aspettato di salutarla prima di morire, e lei si è sbrigata a nascere per stare qualche minuto tra le braccia forti del suo papà. Nell’assurdità del dolore una tempistica sorprendente, dove è impossibile non scorgere la mano della Provvidenza.


RONDA MAGER

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“Tutto andrà bene… le cose saranno diverse, ma andranno bene lo stesso”

«Quando sarà grande, Ariya avrà qualche foto con il suo papà» (Corriere), commenta la mamma trovando in questo un po’ di consolazione. Perché il marito sarebbe potuto morire prima di quello straordinario saluto e quindi anche nel dolore di un lutto così grande c’è un motivo per cui ringraziare. Nicole mentre festeggia la venuta al mondo della sua terza figlia, piange la morte dell’uomo della sua vita, che l’ha resa moglie, madre, donna in un modo pieno, che forse non avrebbe immaginato. Noi ci auguriamo che nel cuore conservi la speranza contenuta nelle ultime parole pronunciate dal suo sposo prima di lasciare questo mondo:

“Tutto andrà bene… le cose saranno diverse, ma andranno bene lo stesso” (Fanpage)




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Tags:
figlipapàtumore
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