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Foto esclusive: i frutti di 104 anni di adorazione perpetua ininterrotta

Jeffrey Bruno
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Possa il nuovo tabernacolo essere una fonte inesauribile di grazia per la città di Philadelphia, la grande arcidiocesi e il mondo intero. Spero che alle buone sorelle non manchino mai zelo e devozione e che le diano molta gioia
Madre Mary Michael all’arcivescovo Edmond Prendergast, 2 luglio 1915

Entrare nella cappella del Divino Amore nel quartiere Fairmount di Philadelphia è uscire dal mondo ed entrare nell’abbraccio di quella che può essere descritta solo come una comunità di amore divino.

Si possono sentire le campane mentre il gigantesco orologio digitale dietro l’altare suona le 16.00. una porta si apre e la luce filtra nella cappella fiocamente illuminata. Una suora, nel suo tipico abito rosa, entra nel santuario, recandosi silenziosamente all’inginocchiatoio di fronte al Santissimo Sacramento. Mentre si avvicina, un’altra suora sull’inginocchiatoio si alza. Le due religiose si affiancano per un momento e si inchinano con reverenza, e poi ha luogo il cambio di consegne – una routine che si ripete ogni 30 minuti da più di un secolo.

24 ore al giorno, sette giorni a settimana, da 104 anni, le Ancelle dell’Adorazione dello Spirito Santo fanno l’adorazione davanti al Santissimo Sacramento, presentando a Cristo le preghiere di un mondo che ha disperatamente bisogno della Sua misericordia e della Sua grazia.

Madre Mary Cecilia, già Superiora Generale della Congregazione, sostiene che fin dai suoi umili inizi nei primi anni del Novecento la congregazione ha aperto 22 conventi in quattro continenti con più di 300 suore in tutto il mondo, tutte devote all’incredibile missione dell’“adorazione perpetua al servizio della Chiesa e della santificazione dei sacerdoti”.

Quando il mondo affrontava la guerra, la Grande Depressione e l’ascesa e la caduta del comunismo, le religiose hanno perseverato nella loro chiamata alla santità, portando speranza a un mondo caduto con una vita di gioioso sacrificio ed eroica devozione centrata su Cristo.

C’è speranza per tutte le sfide che affrontano oggi la Chiesa e il mondo, ma questa speranza non risiede nelle mani dei leader del mondo, nella tecnologia o nelle idee innovative.

Fluisce attraverso queste suore che dedicano la propria vita all’umile adorazione, e attraverso altri come loro che perseverano nella preghiera in mezzo alle lotte della vita.

Sta nelle parole di un marito che prega per avere la forza per vivere i suoi voti con fedeltà…

E nelle mani di una madre che mostra ai figli come fare il segno della croce…

E nelle mani del sacerdote che estende la misericordia di Dio a chi cerca il perdono.

È nelle braccia di un abbraccio che conforta chi ha il cuore spezzato…

E nel coraggio di chi difende coloro la cui vita è più vulnerabile.

La speranza è in ogni azione che coopera con la grazia e cerca di portare Cristo ai bisognosi… perché Egli è la speranza del mondo.

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