Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

L’allergia alle proteine del latte vaccino cosa comporta?

Condividi

Questo disturbo è conseguenza della capacità dell’essere umano di consumare latte di altre specie animali: ecco cosa comporta e come gestirlo

Il consumo di latte di altre specie animali, e il suo consumo al di fuori del periodo strettamente lattante, è una delle caratteristiche che distingue la specie umana. Un tributo da pagare alla disponibilità di questo prezioso alimento è lo sviluppo di allergie.

Si può essere allergici al latte in diverse forme, dalle più violente, chiamate IgE-mediate, a quelle più subdole, chiamate non-IgE-mediate.
In tutti i casi, i sintomi si concentrano principalmente a livello gastrointestinale, con reazioni più o meno violente. A volte possono estendersi anche a livello cutaneo, dove l’allergia al latte si manifesta con dermatite atopica o orticaria, talvolta anche croniche, o a livello respiratorio, dove il latte può determinare delle reazioni di tipo asmatico. Altri allergeni – come l’arachide o il pesce – sono visti come più pericolosi perché in grado di causare gravi reazioni allergiche; tuttavia, nel mondo ogni anno una parte importante dei bambini deceduti per reazione anafilattica ha avuto una reazione al latte. L’ultimo caso, una ragazza a Pisa nello scorso agosto.

Allergie alle proteine del latte vaccino: cosa fare?

Che cosa bisogna fare quando si sospetta che il proprio bambino sia allergico al latte? Il pediatra consiglierà certamente un test cutaneo (Prick test), che può essere fatto a qualsiasi età, anche nei bambini più piccoli. Il risultato di questo test potrà essere sufficiente a diagnosticare la malattia, ma la maggior parte delle volte dovrà essere corroborato da un dosaggio di IgE specifiche mediante un prelievo di sangue e, spesso, da un test di esposizione, che consiste nel somministrare il latte in condizioni controllate in ospedale.
Se il sospetto viene confermato da questi mezzi diagnostici, il bambino dovrà evitare completamente il latte, i suoi derivati, i prodotti che contengono latte: l’allergia infatti è capace di determinare grandi disturbi anche con l’esposizione a piccole dosi.
Se invece la diagnosi non è stata posta con questi mezzi, consultate i vostri medici perché non vengano eseguite inutilmente diete di eliminazione per il latte, che spesso vengono prescritte anche nel solo sospetto di allergia.
Il nome completo di questa condizione è “allergia alle proteine del latte”. Questo significa che i bambini che ne sono affetti non reagiscono al lattosio, lo zucchero del latte, ma alle sue proteine. L’allergia al latte non va pertanto confusa con l’intolleranza al lattosio.

Che cosa sono le IgE

Le allergie alimentari sono causate da un’anomala reazione del sistema immunitario ad alcune molecole (dette allergeni) contenute in alcuni cibi. Nella maggior parte dei casi, la reazione immunologica che è alla base delle allergie coinvolge un tipo di anticorpi detti immunoglobuline E (IgE). In questo caso parliamo di allergia IgE-mediata.
Si tratta delle reazioni più comuni e potenzialmente più gravi (fino allo shock anafilattico). Diversamente, le reazioni non IgE-mediate si basano su meccanismi immunologici in cui le IgE non compaiono, e sono di solito caratterizzate da sintomi più lievi.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni