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Mons. Kaigama: “Se le elezioni saranno caratterizzate dalla violenza, molti nigeriani innocenti ne pagheranno lo scotto”

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“ACS può mobilitare la sua rete mondiale di amici, benefattori e simpatizzanti per pregare per la Nigeria in questo momento critico delle elezioni”

I nigeriani sono chiamati alle urne il 16 febbraio e il 2 marzo per eleggere il Presidente, il Parlamento Federale e altri rappresentannti del Governo. Alcune zone del Paese continuano a subire la violenza dei gruppi estremisti musulmani come Boko Haram.

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha intervistato monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo cattolico di Jos, sulla situazione attuale, le elezioni e le sue speranze per il Paese.

Com’è la situazione del Paese in vista delle elezioni?

Come in tutto il mondo, nel periodo pre-elettorale le emozioni politiche sono molto forti. Molti politici e i loro alleati sviluppano una specie di paranoia politica. Si parla della facilità con cui certi politici passano da un partito all’altro, che dimostra come la loro presenza in politica non sia motivata da buoni principi politici o da un’ideologia o idee a favore delle persone, ma principalmente da interessi personali. La maggior parte di loro è poco preoccupata del buon governo e del miglioramento della situazione delle persone semplici, soprattutto di poveri, emarginati, disoccupati, vittime dell’estremismo religioso e dei milioni di persone vittime dei sottoprodotti velenosi della corruzione, che è come una pandemia.

Rispetto alle campagne elettorali precedenti, quella attuale, anche se si sono registrate alcune vittime, è stata abbastanza moderata, ma spiccano le dichiarazioni di alcuni politici, a volte infondate e folli, che potrebbero considerarsi discorsi d’odio o incitamenti alla violenza.

Anche se in alcune manifestazioni politiche si sono registrate alcune morti accidentali e il turbamento della pace, dobbiamo lodare la campagna della maggior parte dei partiti, che hanno svolto le loro attività in modo pacifico. Ci sono però una tensione generale e un’apprensione su quali possono essere le probabili reazioni di coloro che hanno già l’impressione che le elezioni potrebbero essere manipolate.

Ultimamente gli attacchi di Boko Haram si sono intensificati. Crede che sia collegato alle elezioni?

Già prima Boko Haram aveva intensificato i suoi attacchi uccidendo molti militari. I ribelli sono diventati così audaci che hanno osato affrontare del personale armato infliggendo gravi perdite, e non hanno perdonato neanche i cooperatori internazionali. È un modo per dire sfacciatamente la comunità internazionale di non mettersi sul loro cammino. Stanno facendo tutto il possibile per impadronirsi di alcune parti della Nigeria e dei Paesi vicini per consolidare il loro obiettivo di formare lo Stato islamico dell’Africa Occidentale.

Negli ultimi giorni gli attacchi di Boko Haram si sono intensificati in modo sorprendente in regioni come Michika, Shuwa, Madagali e Mubi e negli Stati di Borno e Adamawa. Alcuni affermano che i nuovi attacchi sono motivati politicamente o promossi per ottenere risultati politici, o che possono essere un tentativo di privare alcuni elettori del diritto di voto. Ciò che è chiaro è che Boko Haram vuole dichiarare che non è stato sconfitto. La minaccia di Boko Haram continua ad essere reale.

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