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Mons. Kaigama: “Se le elezioni saranno caratterizzate dalla violenza, molti nigeriani innocenti ne pagheranno lo scotto”

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Aiuto alla Chiesa che Soffre - pubblicato il 18/02/19

“ACS può mobilitare la sua rete mondiale di amici, benefattori e simpatizzanti per pregare per la Nigeria in questo momento critico delle elezioni”

I nigeriani sono chiamati alle urne il 16 febbraio e il 2 marzo per eleggere il Presidente, il Parlamento Federale e altri rappresentannti del Governo. Alcune zone del Paese continuano a subire la violenza dei gruppi estremisti musulmani come Boko Haram.

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha intervistato monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo cattolico di Jos, sulla situazione attuale, le elezioni e le sue speranze per il Paese.

Com’è la situazione del Paese in vista delle elezioni?

Come in tutto il mondo, nel periodo pre-elettorale le emozioni politiche sono molto forti. Molti politici e i loro alleati sviluppano una specie di paranoia politica. Si parla della facilità con cui certi politici passano da un partito all’altro, che dimostra come la loro presenza in politica non sia motivata da buoni principi politici o da un’ideologia o idee a favore delle persone, ma principalmente da interessi personali. La maggior parte di loro è poco preoccupata del buon governo e del miglioramento della situazione delle persone semplici, soprattutto di poveri, emarginati, disoccupati, vittime dell’estremismo religioso e dei milioni di persone vittime dei sottoprodotti velenosi della corruzione, che è come una pandemia.

Rispetto alle campagne elettorali precedenti, quella attuale, anche se si sono registrate alcune vittime, è stata abbastanza moderata, ma spiccano le dichiarazioni di alcuni politici, a volte infondate e folli, che potrebbero considerarsi discorsi d’odio o incitamenti alla violenza.

Anche se in alcune manifestazioni politiche si sono registrate alcune morti accidentali e il turbamento della pace, dobbiamo lodare la campagna della maggior parte dei partiti, che hanno svolto le loro attività in modo pacifico. Ci sono però una tensione generale e un’apprensione su quali possono essere le probabili reazioni di coloro che hanno già l’impressione che le elezioni potrebbero essere manipolate.

Ultimamente gli attacchi di Boko Haram si sono intensificati. Crede che sia collegato alle elezioni?

Già prima Boko Haram aveva intensificato i suoi attacchi uccidendo molti militari. I ribelli sono diventati così audaci che hanno osato affrontare del personale armato infliggendo gravi perdite, e non hanno perdonato neanche i cooperatori internazionali. È un modo per dire sfacciatamente la comunità internazionale di non mettersi sul loro cammino. Stanno facendo tutto il possibile per impadronirsi di alcune parti della Nigeria e dei Paesi vicini per consolidare il loro obiettivo di formare lo Stato islamico dell’Africa Occidentale.

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Negli ultimi giorni gli attacchi di Boko Haram si sono intensificati in modo sorprendente in regioni come Michika, Shuwa, Madagali e Mubi e negli Stati di Borno e Adamawa. Alcuni affermano che i nuovi attacchi sono motivati politicamente o promossi per ottenere risultati politici, o che possono essere un tentativo di privare alcuni elettori del diritto di voto. Ciò che è chiaro è che Boko Haram vuole dichiarare che non è stato sconfitto. La minaccia di Boko Haram continua ad essere reale.

C’è qualcosa che la preoccupa?

Dovrei essere preoccupato. Quando la pace viene turbata, noi leader cattolici soffriamo più di quelli eletti al Governo, perché la gente accorre in massa alle nostre case e ai nostri uffici sapendo che non ci sono poliziotti o soldati a spaventarli o cani poliziotto ad annusarli e a latrare quando vengono a chiedere aiuto per far fronte alle loro necessità fondamentali. Dobbiamo aiutare gli sfollati e le persone prive di mezzi di sussistenza. Noi leader religiosi se scoppia una crisi siamo sovraccaricati e schiacciati, e preghiamo e lavoriamo duramente per promuovere in modo proattivo una cultura della pace. Stiamo compiendo sforzi concertati per assicurare di avere elezioni libere e giuste che culminino nella pace per tutti.

Se le elezioni saranno caratterizzate dalla violenza, molti nigeriani innocenti pagheranno lo scotto. Spero che le elezioni siano giuste, pacifiche e credibili; che emergano leader buoni, patriottici, disinteressati e timorati di Dio, che si preoccupano più delle persone che delle loro ambizioni personali e dei lussi uniti al loro incarico. Ci sono tanti giovani ben formati e qualificati ma senza lavoro. Speriamo che chi aspira a occupare delle cariche a tutti i livelli consideri la difficile situazione giovanile una priorità.

Che ruolo sta svolgendo la Chiesa per contribuire al corretto svolgimento delle elezioni?

Come la Chiesa cattolica fa in Nigeria in tutte le elezioni, la nostra Commissione per la Giustizia, lo Sviluppo e la Pace (JDPC) lavora proattivamente ed è altamente sensibile alla necessità che le elezioni siano pacifiche e giuste. In passato, la JDPC ha svolto una funzione lodevole come supervisore/osservatore elettorale, segnalando i difetti, le debolezze e i punti forti di cui è stata testimone. La Conferenza Episcopale Cattolica della Nigeria ha diffuso di recente una dichiarazione in cui esorta i cittadini a pregare, a svolgere le elezioni in modo ordinato e ad adottare un atteggiamento corretto nei loro confronti.

Nell’arcidiocesi di Jos la Chiesa ha sviluppato varie attività per contribuire a far sì che le elezioni siano pacifiche. Abbiamo avvertito i nostri membri di rispettare la legge, agire pacificamente e non lascirsi usare da politici egoisti. Devono assicurare di possedere la tessera elettorale e di andare a votare. Come sacerdoti, esortiamo i nostri fedeli a pregare e a stare in guardia in questo periodo; diciamo a noi stessi che il clero non deve sostenere un partito. La nostra Commissione di Giustizia, Pace e Sviluppo ha svolto negli ultimi due anni progetti in varie comunità perché le elezioni siano pacifiche. Ha insegnato a varie comunità come possono elaborare una “Carta di Richieste” quando i politici vengono a cercare i loro voti. La nostra JDPC ha organizzato corsi di formazione sul consolidamento della pace e programmi alternativi alla violenza (PB/AVP) in scuole e comunità. Come parte delle attività precedenti alle elezioni, il nostro Centro per il Dialogo, la Riconciliazione e la Pace (DREP) ha organizzato di recente una cerimonia per la firma dell’accordo di pace per tutti i candidati al Governo nello Stato di Plateau, che ha contato sulla presenza di capi tradizionali e religiosi, gruppi della società civile, personale di sicurezza di alto livello e vari settori della comunità interessate. Recandosi alle elezioni come Chiesa, la nostra JDPC è ufficialmente accreditata come osservatore elettorale. Siamo pronti a intervenire e a gestire la violenza post-elettorale nel caso in cui si verifichi. Preghiamo perché non debba farlo.

Quali sono le sue speranze per la Nigeria?

Sono molto ottimista. Credo fermamente che il miglioramento per la Nigeria sia vicino. Sono profondamente patriottico. Sono state dette molte cose negative sulla Nigeria, ma credo che questo Paese, con tutti i suoi difetti e le sue imperfezioni, un giorno sorprenderà il mondo, lasciando attoniti e stupefatti quanti lo ridicolizzano e lo mettono da parte. Quello nigeriano è un popolo pacifico, gioioso, lavoratore, religioso e resistente, che ha solo la disgrazia di non avere leader interessati che abbiano una vera consapevolezza del loro ruolo, ma responsabili che preferiscono rubare l’enorme ricchezza con cui Dio ci ha benedetti. E lo fanno con la collaborazione di alcuni Paesi e di imprese, organizzazioni e individui stranieri.

Molti, come me, credono che la Nigeria sopravvivrà come Nazione e come popolo. Si avvicina il momento in cui una rivoluzione morale dei giovani, che trascenda la tribù e la religione, porterà ai posti dirigenziali solo persone serie disposte a soffrire e a dare la propria vita per la Nigeria e i nigeriani, anziché chiedere ai poveri di morire per loro (leader politici). Chi manipola le elezioni, compra voti, usa le strutture di governo per vincere le elezioni, annuncia i perdenti come vincitori e i vincitori come perdenti, prima o poi non avrà più dove nascondersi.

Come possono aiutare la Nigeria in questo momento ACS e i suoi benefattori?

ACSN può mobilitare la sua rete mondiale di amici, benefattori e simpatizzanti per pregare in modo particolare per la Nigeria in questo momento critico delle elezioni. Abbiamo bisogno di sostegno per le nostre varie iniziative di consolidamento della pace e presa di coscienza, e di vari programmi proattivi di educazione alla pace organizzati prima, durante e dopo le elezioni. Serve anche sostegno per i programmi di formazione per giovani, ragazze adolescenti e vedove, per dare loro speranza e tenerli lontani dai problemi.

Soprattutto, dobbiamo unirci in preghiera per ottenere elezioni pacifiche e stabilità generale, sperando che per grazia di Dio le prossime elezioni portino a leader impegnati che elevino questo Paese promettente “dall’erba alla dignità”.

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