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Paola: “Ho unito i puntini della mia vita, ci ho visto il disegno bellissimo di Dio”

PAOLA NALDI
Paola Naldi
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La neurofibromatosi tipo 2 (stessa malattia di Benedetta Bianchi Porro) la aggredisce senza pietà dall’adolescenza. Lei ci racconta il trauma, gli interventi rischiosi e il corpo sempre più ferito. Ma si è inventata un lavoro, crea composizioni floreali: perché Dio si premura di far sbocciare ogni vita.

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Benedetta Bianchi Porro, ha attraversato il tuo stesso percorso di malattia. La conosci?

La conosco da un po’, ma non mi posso assolutamente paragonare. Io ho un mare di difetti fragilità mancanze, però come diceva il neurochirurgo svizzero: ci son alcune malattie che ti cambiano ma in meglio. Siamo un po’ come quella pubblicità di un’auto che ho visto poco tempo fa: un piccolo agnello nero che affronta grandi prove fino a sfidare il SUV. Non da solo. Così noi ci pieghiamo ma non ci spezziamo. Letteralmente. Ora non ho muscoli né forza, ma ho ripreso la palestra. So che posso un po’ migliorare fisicamente e ci riprovo. Scrivo al cellulare con i 2 pollici così sembro più normale. La mano destra dal 2010, dopo ennesimo intervento in testa, ha ceduto e a malapena firmo.

Ti sei costruita un lavoro: allestire composizioni floreali per matrimoni. I fiori parlano di una pienezza visibile, di bellezza e compimento. Come hai capito che era il tuo talento? Cosa è nato di bello da quest’impresa personale?

Non avevo idea di saper far qualcosa con i fiori, avevo un po’ di talento e buon gusto. Poi ho fatto corsi e più ci si applica più si migliora. Da quando lavoro ho sempre mantenuto gli impegni presi. Non immaginavo che fosse così bello lavorare con i fiori e creare bei rapporti con gli sposi …. che poi durano nel tempo grazie ai social. Le recensioni mi commuovono sempre. Però sicuramente se non avessi avuto aiuto non ce l’avrei fatta. E proprio grazie a un intervento di 2 anni fa ho conosciuto un ragazzo strepitoso, molto maturo sotto tanti aspetti, ma anche compagno di bevute di mio marito. È un po’ come un figlio, se fossi rimasta incinta al liceo. Mi aiuta con i matrimoni e anche per far due risate. Si può dire che ci siamo conosciuti per puro caso e non ci siamo lasciati più . Cosa non cosi scontata perché ho tantissimi amici che mi vogliono bene di tutte le età però tutti hanno talmente tanti impegni … e poi purtroppo uno dice “chiama se hai bisogno!”. Mi sono fatta una teoria cioè che magari c’è chi si sente stupido a dirmi i suoi problemi, anche se io invece l’ascolterei volentieri e cercherei di dar qualche consiglio. Dalla scorsa primavera la mia super mamma ha bisogno di me perché ora è in una situazione di salute brutta. Una volta mi capitò di essere in pre sala operatoria con dei malati, ciascuno aspettando il suo turno, il medico era in sala con gente che urlava e spaventava gli altri. Io iniziai a parlare coi paziente e a far coraggio, senza sapere che in sala si sentiva tutto. Il dottore fece i complimenti a mia madre, a me non pareva proprio di aver fatto chissà che.
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