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Genitori succubi delle richieste dei figli adolescenti? Ecco le conseguenze!

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Oggi più che mai il padre e la madre devono dimostrare autorevolezza e coesione per non condannare i figli ad un’eterna adolescenza

Imparare a vivere con il lungo ciclone dell’adolescenza

Il periodo dell’adolescenza non solo è oggi più complesso, ma fortemente protratto nel tempo a causa delle problematiche economiche e delle enormi difficoltà per i giovani di entrare nel mondo del lavoro. Gli adolescenti hanno bisogno dell’autorevolezza dei genitori e del loro riferimento rassicurante, non soltanto quando cercano, magari senza ammetterlo, protezione ma, anche e soprattutto, nei momenti di contrapposizione agli adulti.

Troppo spesso, negli ultimi anni, i genitori preferiscono assecondare i figli e diventare loro confidenti, condividendone la vita personale e le esperienze sessuali e sentimentali. Questo crea una situazione di complicità cui è difficile sottrarsi, anche perché un adolescente è gratificato dal fatto di sentirsi rassicurato da un genitore. Ma gli adolescenti – va ribadito – non hanno bisogno di genitori amici, bensì di figure di riferimento che non abbiano paura di entrare in conflitto con loro e di essere criticate e contestate da loro.

Questo non vuol dire che i genitori non debbano attrezzarsi nell’arte della negoziazione intelligente specialmente nei momenti di acceso confronto, in cui è necessario chiarire le reciproche convinzioni e posizioni per trovare possibili mediazioni. Ma di fronte al “muro” del rifiuto di una soluzione condivisibile, i genitori sono chiamati a far valere la loro autorità, anche al prezzo di deludere e scontentare il figlio.

STRESS
Polya_olya - Shutterstock

Fede, speranza, carità: la parabola del figliol prodigo

Sigmund Freud, il padre della psicanalisi, ebbe ad affermare che quello del genitore è un mestiere impossibile, perché nonostante i più grandi sforzi l’esito positivo non è scontato. Spesso, durante questa difficile e non breve prova, i genitori possono sentirsi delusi ed amareggiati, arrivando a credere che i loro sforzi siano vani o addirittura controproducenti. La parabola del figliol prodigo, che possiamo anche leggere come un distillato di saggezza ed ottimismo sull’adolescenza, si presta a fornire delle risposte incoraggianti anche ai genitori del terzo millennio. Quel padre che, contro la legge, concede al figlio minore che la pretende la sua parte di eredità, è solo un padre buono e magari un po’ sprovveduto, o soprattutto un padre pieno di fede e di speranza che gli sforzi e l’impegno profusi alla lunga non risulteranno vani? Egli dimostrerà infatti di avere la forza di superare il dolore e l’amarezza per la lontananza dissoluta del figlio, per riaccoglierlo generosamente a braccia aperte quando costui si renderà conto dei suoi errori e ricorderà di avere un padre misericordioso. L’autore si rivolge laicamente a questa parabola per tirare la conclusione della sua riflessione sull’adolescenza con queste parole finali:

Quasi venti secoli prima di Donald Winnicott (il famoso psicanalista inglese che tanto si è occupato di questa fase della vita), il padre del figliol prodigo scoprì che l’adolescenza è (…) un periodo tempestoso ma necessario che verrà superato. Tocca ai genitori e agli adulti sopportarla senza farsene sopraffare.

E noi cristiani possiamo chiosare questa frase senza snaturarla aggiungendo …grazie alla forza della fede, della speranza e della carità.

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Pagine: 1 2 3

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