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La Quaresima senza carne rossa è troppo difficile? Ecco come facevano nel Medioevo

MEDIEVAL FEAST
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Cosa si faceva per imitare la carne prima che esistesse il tofu

Gli attivisti ambientali hanno offerto a Papa Francesco una donazione di un milione di dollari a un’organizzazione caritativa a sua scelta se sarà vegano in Quaresima, per cancellare “il danno provocato alle persone e al pianeta dall’agricoltura animale”.

Il Papa può ovviamente astenersi dalla carne in Quaresima. In ogni caso, sembra probabile che rifiuterà di aderire alle richieste del gruppo, Million Dollar Vegans.

Ci sono tuttavia dei segni, se i post su Twitter sono indicativi, del fatto che rinunciare alla carne potrebbe essere la cosa più bella che i cattolici possono fare in questa Quaresima, presumibilmente non per i possibili effetti della carne sul riscaldamento globale (anche se non sono affatto esclusi), ma perché la carne è buona, e rinunciarci per 40 giorni è un vero sacrificio, adatto al periodo penitenziale che precede la Pasqua.

Per chi considera di unirsi a chi bandisce la carne rossa, ecco come facevano i cristiani medievali a privarsene in Quaresima e in altri giorni di astinenza dell’anno.

Le loro regole erano in realtà più rigide, perché in quei giorni non era ammesso alcun prodotto animale. Come vegani a intermittenza senza accesso al tofu, dovevano ricorrere a degli espedienti piuttosto creativi.

Imitare la pancetta

I cuochi creavano delle imitazioni della pancetta usando salmone con strisce “grasse” di luccio bianco.

Salsicce di delfino

Visto che i pesci, e ancor più i mammiferi acquatici, erano permessi, il delfino è diventato un comodo sostituto della carne.

Come indica Atlas Obscura, un libro di cucina di un convento di suore austriaco del XV secolo, come tradotto da Melitta Adamson, offre questo consiglio: “Con il delfino si possono preparare buoni piatti. Se ne possono ricavare ottimi arrosti… qualcuno ne fa anche salsicce”.

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